Da Roma a Milano con Maurizio Mochetti

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mochetti1Un curioso personaggio approda in terra meneghina: per l’esattezza presso la galleria Giovanni Bonelli, Maurizio Mochetti espone in una personalissima retrospettiva.
Dal 25 febbraio al 2 aprile sarà possibile ammirare i lavori di un artista che vive e lavora a Roma, dove vi è nato nel 1940, che iniziò una brillante carriera grazie all’esposizione presso la storica galleria romana La Salita che gli permise di partecipare alle maggiori biennali italiane ed europee.

Per chi non conoscesse l’artista, questa è l’occasione giusta per scoprirlo nella maniera più completa: viene offerto un interessante viaggio che attraversa quasi mezzo secolo e racconta il suo percorso artistico sin dall’avvio negli anni Sessanta e lo approfondisce scavando nel suo incontro col concettuale che tanto ha colpito gli artisti italiani, svelando un universo creativo che non si è mai fermato, contagiato costantemente da influenze e tendenze internazionali che l’hanno reso “a tutto tondo”.

Quello che Mochetti ha amato trasmettere negli anni si è sempre espresso nei materiali e nei giochi prospettici e illusori in cui il suo pubblico è stato coinvolto costantemente, senza il pericolo di sentirsi escluso da visioni esageratamente oniriche o concettose.

MAURIZIO-MOCHETTI-2Al centro di tutto troviamo una tematica: la percezione individuale e collettiva dell’opera d’arte e la sua trasformazione in esperienza unica ed irripetibile. Si parla così, oltre che di concettuale, anche di psicologia sociale e ovviamente non poteva che essere un importante punto di confronto la corrente psicologica della Gestalt con le sue teorie su colori e forme.

Come tanti artisti della sua stessa generazione, anche Mochetti riassume tutti i suoi interessi – tra cui spicca un certo amore per la prospettiva – e i suoi input artistici con l’espressione che viaggia per un solo mezzo predominante: quello dell’ironia.
La tavolozza di colori invece è rigidamente selezionata e studiata, a differenza dell’oggetto riprodotto serialmente: una sorta di allegoria sulla riproduzione incontrollata di un oggetto di per sé rimasto inutilizzato e che a maggior ragione per questo motivo di cui non andrebbe mai cessata la sua produzione.

Maurizio Mochetti è un artista che può risvegliare anche riflessioni sociali oltre che estetiche, riflessioni che talvolta rischiano di perdersi nella retorica o di assopirsi del tutto. A tutto questo si aggiunge la continua sollecitazione del rapporto e della storia tra opera d’arte e il suo spazio dedicato, continuando a rinnovare entrambi per dare vita a sempre diverse concezioni di fruizione della cultura e alla curiosità che può nascere e accompagnarsi ai lavori di un artista.

Gaia Boldorini per MIfacciodiCultura

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