Marcus Raetz per la prima volta al MASI di Lugano

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LAC-Lugano-agosto-2015-2Il MASI (Museo d’Arte della Svizzera Italiana), nato a Lugano nel 2010 dall’unione del museo d’Arte Cittadino e di quello Cantonale, ospita quest’anno per la prima volta una mostra monografica e la dedica all’artista bernese Markus Raetz, figura di primo piano nella scena artistica contemporanea della Svizzera.

Inaugurata venerdì 29 gennaio nella sede del MASI collocata presso il centro culturale LAC (Lugano Arte e Cultura), la mostra rimarrà attiva fino al 1° maggio 2016 e cercherà di dare un quadro il più possibile completo su oltre un cinquantennio di carriera dell’artista. L’esposizione è stata realizzata in collaborazione con i due musei che hanno ospitato le prime due tappe del tour dell’artista iniziato nel 2014, il Kunstmuseum di Berna e il Musée Jenisch di Vevey, ed assume particolare importanza a livello locale non solo perché è la prima mostra monografica realizzata al MASI, ma soprattutto perché si tratta della prima personale dell’artista nel Canton Ticino.

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Marcus Raetz con una sua opera

Nato nel 1941 a Berna, Raetz ha esordito come artista negli anni ’60 e, pur affrontando diversi stili nel corso degli anni, il fulcro della sua arte è rimasto sempre lo stesso: la percezione. Osservando le opere dell’artista e provando a capire qualcosa della poetica che lo anima, si intuisce infatti come le sue produzioni non si esauriscano mai alla mera materialità degli oggetti, ma vogliano sempre andare oltre a la dimensione tangibile per dire qualcosa di più. Proprio per questo molte sue opere non possono essere comprese pienamente se non viste in particolari condizioni o se non vengono messe in movimento.

I temi principali con cui Raetz cerca di indagare la realtà, e di conseguenza la percezione che si ha di essa, sono i paesaggi, le parole e i volti, ovviamente realizzati con forme originali che fanno intuire l’approccio concettuale con cui lavora l’artista.

1.-M.Raetz-Chambre-de-lecture-2013-2015
Chambre de lecture

Uno spazio particolare all’interno dell’allestimento è stato dato all’installazione Chambre de lecture. L’opera, che può essere considerata il fulcro dell’attività artistica di Raetz, è costituita da 432 profili umani in filo di ferro che sono ordinati sulle pareti della sala e che si muovono al minimo contatto d’aria, costruendo così l’effetto di percezione a cui mira l’artista.

Ma come ogni cosa che si basa sulla percezione, parlare di questa mostra è ovviamente riduttivo e sarebbe sicuramente più interessante visitarla e viverla in un certo senso, soprattutto per noi italiani che avremmo così l’occasione di conoscere un artista pressoché sconosciuto nel nostro panorama artistico, ma che sicuramente merita di essere apprezzato quanto meno per la sua originalità.

 

Silvia Meloni per MIfacciodiCultura

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