La Scapigliata – La Cappella della Regina Teodolinda, nel Duomo di Monza

0 1.313

Milano, 6 febbraio 1862

La maggior parte degli artisti non è mica Van Gogh, e Mio caro Ragazzo grazie dei fiori ma preferisco un’estate al mare. Siamo anime perse che cantano gimme five ogni sabato. Avrai ragione tu, è l’abitudine di tornare, ma io non sono come Vera Nabokov. Ad esempio a me piace il sud ed un ragazzo di stradaconosciuto al Breakfast Club. Se avessi il Generale Lee seguirei la Rotta per casa di Dio per scovare Jack the Ripper… forse potrà spiegarmi la differenza tra walking dead e il giudizio universale.

Con affetto,

La Scapigliata

 

Storie di Teodolinda - Fondazione del Duomo di Monza
Storie di Teodolinda – Fondazione del Duomo di Monza

Nel fare il mio lavoro s’incappa per caso in notizie curiose e assolutamente inaspettate: visitando la Cappella Zavattari o di Teodolinda pochi giorni fa ho scoperto che da ben millequattrocento anni celebriamo i matrimoni rimpinzandoci di confetti, raffigurati niente meno che nella scena del banchetto per le nozze fra Teodolinda e il Re dei Longobardi Autari.

I longobardi avevano a quel tempo capitale estiva in Monza, la capitale vera e propria era Milano scelta dalla coppia al posto di Pavia, e Teodolinda vi fece erigere un palazzo e una cappella palatina trasformatasi col tempo nell’attuale duomo, Basilica di San Giovanni Battista, consacrato nel 1346, dove alla cui morte la regina venne sepolta. La cappella a lei dedicata è di molto posteriore, XIV secolo, e arricchita con le storie della vita della regina a partire dal testo di Paolo Diacono tra il 1441 e il 1446 dalla famiglia Zavattari.

È un trionfo del tardogotico, del gusto e del lusso dell’ultima corte viscontea.

Storie di Teodolinda - Incontro di Agilulfo e Teodolinda
Storie di Teodolinda – Incontro di Agilulfo e Teodolinda

Oggi di quel lusso resta solo la cappella di Teodolinda ma nel Trecento tutta la parte orientale della chiesa era stata rivestita d’oro! La basilica doveva infatti rivaleggiare con Sant’Ambrogio a Milano, poiché vi si svolgevano le incoronazioni dei re longobardi, che erano anche re d’Italia, infatti vi si conserva ancora la Corona Ferrea che ha cinto, fra gli altri, il capo di Carlo V di Spagna. La cappella è stata risparmiata dai rimaneggiamenti perché si è sempre riconosciuto il valore storico della Regina, grazie al cielo. Ha subito però numerosi e scellerati “restauri” come il primo e più disastroso avvenuto nel 1714 durante il quale si asportò tutto l’oro e tutti i materiali preziosi, grazie ai quali gli Zavattari avevano realizzato il fondo, le armature, le bardature, le corone e così via.

Nonostante oggi si possa ammirare solo una minima parte dello splendore che fu, il ciclo pittorico resta impressionante! La famiglia milanese – Cristoforo, nonno, Franceschino, padre, Gregorio, Giovanni e Ambrogio, figli – mescolano affresco, mezzo fresco, pittura all’uovo e pittura ad olio, per ben 500 metri quadri! suddividendo la vita di Teodolinda in cinque registri e quarantacinque scene da leggersi dall’alto verso il basso e da sinistra a destra, a nastro. E ciò che possiamo leggere, l’ultimo registro è ad altezza occhi, è straordinario, per i medievalisti, i restauratori, i professori di storia dell’arte ma pure gli storici del costume! si intravedono ancora le sagome delle damascature dei broccati, i motivi geometrici degli arazzi, e sappiamo che gli Zavattari, De Zavattariis, hanno lavorato per restituire gli effetti cangianti sui tessuti preziosi, la morbidezza delle pellicce e i peli dei manti dei cavalli.

Storie di Teodolinda - Morte di Teodolinda
Storie di Teodolinda – Morte di Teodolinda

Il restauro è stato affidato al CNR e dall’Opificio delle Pietre Dure, che hanno eseguito interventi a laser oltreché meccanici.

All’interno della Cappella si trovano anche il sarcofago della Regina e la Corona Ferrea. Di cui oggi mantiene lo status di reliquia, benché oggi si sappia che il ferro antico è stato asportato, guadagnato tramite culto popolare. Nel Museo del Duomo si trovano ancora i pezzi del Tesoro donato da Teodolinda all’arciprete della Cappella Palatina, come la Croce del Regno e la stupenda Chioccia coi Pulcini. Non è più possibile vedere, ahimè, la mummia di Astorre Visconti, tumulato nel chiostro, per motivi di conservazione della stessa.

E se uscendo aveste ancora voglia di medioevo a pochi passi troverete la Torre di Teodolinda e l’Arengario.

Veronica Benetello per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.