Back toDay. 12 marzo

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Redigere un Back toDay “porno-centrico” sarebbe un po’ esagerato, eppure questa giornata si presterebbe, considerando che il 12 marzo del 1953 ha visto la nascita di due personaggi che di pornografia si sono abbuffati: il nostrano Riccardo Schicchi, scopritore (mai termine fu più appropriato) di Cicciolina e di Moana Pozzi, e lo statunitense Ron Jeremy, soprannominato il “Porcospino” in virtù del suo fisico poco convenzionale nel particolare tipo di industria in cui si è inserito sul finire degli anni ’70 (Jeremy infatti è grassoccio, bassetto e baffuto).

Comunque, visto che non è questa la se12 marzo #2de più adatta per dilungarci sui meriti di questi signori, diamo a questa giornata un tema diverso ma non troppo lontano: la grezza materialità.

Centouno anni fa nasceva Alberto Burri (1915-1995), artista nativo di Città di Castello che ha dedicato la sua carriera all’esaltazione della ruvida materia: sacchi di iuta, tele dalle tessiture lacere, plastiche e muffe sono diventate le protagoniste delle sue opere, in cui persino i residui più umili interagiscono con equilibrio, finezza e gusto.

Sempre grezzo e materico, ma destinato a sortire un effetto quasi poetico, era l’ex-wrestler Tor Johnson (morto il 12 marzo 1971), trasformato in attore da colui che è noto come il peggior regista della storia, vale a dire il famigerato Ed Wood. Tim Burton, nel film del ’94 dedicato a Wood, ha ripreso pari pari una scena in cui il corpulento Johnson esce dalla fossa di un cimitero smuovendo inavvertitamente tutto il parquet delegato a rappresentare l’erba attorno alla tomba. La scena originaria è girata in modo tanto scadente da raggiungere una certa qual particolarissima forma di perfezione.

S’affianca il bello “sporco” / al bello “levigato”

a patto che lo “sporco” / vi venga ben dosato.

Andrea Meroni per MIfacciodiCultura

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