Theo Van Doesburg. Quando la linea cambiò l’arte definitivamente

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de slijlIl Bozar Palais des Beaux-Arts a Bruxelles ospita dal 26 febbraio la mostra Theo Van Doesburg. A new expression de la vie, de l’art et de la tecnologie che celebra il geniale pittore, teorico, scrittore, architetto e interior designer.

Con l’amico Piet Mondrian, Van Doesburg fondò nel 1917 il movimento artistico De Stijl che mirava ad un radicale “rinnovamento dell’arte” teorizzato nel celeberrimo primo Manifesto del Neoplasticismo.

La mostra documenta un passaggio fondamentale per comprendere il complesso cambiamento dalle forme figurative a quelle astratte. Nelle prime opere figurative, di carattere sperimentale, il colore e le forme erano di ascendenza cubista o espressionista, punto di partenza di un percorso che giungerà alla negazione di ogni riferimento a forme reali. In particolare sono proprio i disegni in mostra a sottolineare che non vi fu uno strappo improvviso e traumatico con l’arte figurativa del secolo precedente. Il cambiamento graduale affondò le sue radici nell’aspirazione più alta: tornare alla linea, al piano e ai colori primari.

doesburg_portraitNel 1920 Theo Van Doesburg redasse il Secondo Manifesto del Neoplasticismo per diffondere le proprie concezioni in un processo che coinvolse anche la letteratura, la musica e l’architettura. La mostra testimonia quanto l’artista olandese abbia creduto fondamentale l’astrazione e la semplificazione delle forme – in tutte le espressioni artistiche – come strumento per ridare dignità e puro significato all’arte.
Non mancarono scontri di ideologie con i colleghi insegnanti del Bauhaus, la scuola fondata da Gropius a Weimar, quando Van Doesburg sentì il bisogno di correggere le idee neoplastiche fino ad elaborare nel 1926 una nuova teoria della pittura: Elementarismo o Costruttivismo. Il dinamismo entrò a gambe tese nella pittura fatta di linee perpendicolari e colori primari attraverso l’inserimento della diagonale, elemento determinante per una pittura articolata e meno rigorosa rispetto a Mondrian.

comparitm2Fondamentali furono i rapporti con gli artisti Dada che dopo il 1922 divennero molto intensi tanto che in quello stesso anno il pittore fondò una nuova rivista Mécano con Schwitters, Arp e Tzara. La forza creatrice dell’artista continuerà a studiare le forme e gli spazi elaborando nuovi concetti resi noti nel 1929 sul primo numero della rivista Art Concret. Fondò nel 1930 il gruppo parigino Abstraction-Création e continuò sino al 1931, anno della morte, a progettare architetture private e pubbliche dove il rigore formale e la dinamicità dei colori dialogano tuttora in perfetta armonia.

Felicia Guida per MIfacciodiCultura

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