L’altra faccia di Sandra Milo: bionda significa essere stupida?

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sandra-miloÈ il destino delle bionde. Quello di essere prese sempre poco sul serio.

Per esempio, negli anni ’50 Marilyn, per citarne una, era la bella ma sciocca e lo stereotipo si consolidò a tal punto che non solo si estese a tutte le bionde, ma addirittura quel finto personaggio prevalse sulla sua persona.
Anche l’Italia vantò, una decina di anni dopo, una rappresentante della categoria bella fra le bella-bionda-stupida, almeno così si diceva. Nata l’11 marzo 1933 a Tunisi, Sandra Milo attirò sin dai suoi esordi l’attenzione per la sua cosiddetta ingenuità (ma era davvero così?). Il primo ruolo importante lo ottenne nel 1959, Il generale Della Rovere, dove interpretò per la regia di Roberto Rossellini i panni di una prostituta accanto a Vittorio de Sica. Ma il successo che aveva cercato e tanto auspicato nella città eterna, si interrompe bruscamente nell’anno 1961. Con Vanina Vanini la Milo, al Festival di Venezia, ricevette fischi e una bella spinta verso il burrone dell’insuccesso. La pellicola, tratta dal libro di Stendhal, non piacque al punto che le venne addirittura affibbiato il nomignolo di Canina Canini, dal giornalista Enrico Lucherini. È questo il caso in cui si potrebbe dire dalle stelle alle stalle. C’è da dire che l’attrice non perse le speranze, dopo aver sparso lacrime e lacrime per la sconfitta, ritenta la sua scalata e nel 1962 si ripresenta al cinema con Il giorno più corto, al fianco di Totò e altri.

L'attrice Sandra MiloMa il momento cruciale per la sua carriera (ed anche per la sua vita privata) fu l’incontro di Federico Fellini. Il grande maestro “contribuì” forse a fomentare i pregiudizi che ruotavano attorno al suo personaggio. In 8 1/2 (1963) e Giulietta degli spiriti (1965) la Milo torna ad interpretare i panni di una donna disinibita, aderendo a quell’immagine di femme fatale in contrasto netto contrasto con il ruolo tradizionale della moglie borghese del tempo.

Quanto alla vita privata, l’amore con Fellini durò 17 anni. Era un amore clandestino, entrambi erano sposati. Fu una passione che si consumava la notte ed era sottaciuta di giorno. «Non ci siamo mai svegliati insieme» rivela al Fatto Quotidiano, in un’intervista del 25 settembre 2015.

Successivamente la Milo continuò a perseguire il suo desiderio di successo, diventando presentatrice per alcuni programmi RAI (rendendosi anche protagonista di alcuni momenti cult della TV al limite del trash). Ad oggi, all’età di 84 anni, la Milo recita ancora, a riprova di quanto la sua tenacia sia stata ben ripagata da una carriera longeva.

Bologna, 07 luglio 2006 IL CINEMA RITROVATO Cinema Arlecchino SANDRA MILO presenta VANINA VANINI di Roberto Rossellini foto Gilberto Veronesi Camera Chiara - Bologna

La maschera pirandelliana ancora una volta fa breccia nella risoluzione dell’enigma che ha dunque accompagnato quest’attrice forse per tutta la vita. Sandrocchia ci è o ci fa? La risposta è semplice. Se crediamo nella multiformità dell’essere umano, dobbiamo accettare la tendenza umana di attribuire ad un individuo la nostra proiezione. Chi è cosa? Cosa è? Non è una semplice cervellotica riflessione. È un meccanismo di scissione tra ciò che vediamo, filtrato dal nostro sguardo, e ciò che realmente è. Se la strada della Milo per il successo è stata fingersi ingenua e “facile”, è stato ingenuo e facile accettare che questa fosse la realtà. Insomma, crediamo davvero a ciò che vediamo? Se la risposta fosse no, probabilmente non sarebbe mai esistito un personaggio come Sandra Milo o Marilyn Monroe. Quindi, sembrerà pur banale da dirsi, ma la Sansdrocchia nostra ci fa e fa bene, boccaloni!

Sofia Zanotti per MIfacciodiCultura

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