Farhan Siki: lo street artist indonesiano ritorna a Milano

0 477
image2
Splashing Mona (2013) – Pittura spray su tela, 76 x 60 cm

Ritorna nella città che è stata suo trampolino di lancio: Farhan Siki esporrà fino a settembre nella sede milanese di Banca Generale Private Banking.

Street artist tra i più apprezzati nel mondo dell’arte contemporanea, l’artista di origine indonesiana, si ripresenta nel capoluogo lombardo che lo aveva conosciuto al suo esordio nella galleria Primo Marella.
Un ritorno, quello del “Bansky Indonesiano”, che non vuole essere però una riproposta di qualcosa già visto, infatti sarà esposta una serie inedita di opere appositamente creata per l’evento, curato da Rifky Effendi, e verrà inoltre proposta una pubblicazione dei testi critici di Hedro Wiyanto.

La tematica scelta per le sue opere è già nota ed è sicuramente in diretto rapporto con quello stile che gli è valso il titolo di successore del famoso street artist inglese.
L’ironia tipica della cultura pop nell’approfondimento dell’estetica dell’icona si mescola, in modo non banale, con l’immaginario classico. La creazione e di Adamo di Michelangelo, il cenacolo di Leonardo, il famoso ritratto di Frida Kahlo vengono da Siki rielaborati in una chiave che porta i grandi capolavori dell’arte moderna occidentale ad uno scontro diretto con l’ironia del XXI secolo.

Il messaggio? Una satira verso il mondo dell’arte contemporanea e i suoi sistemi, tramite un’estetica di massa. Azione sociale e appropriazione in relazione allo spazio urbano in cui opera.
Per mezzo dell’immagine, Siki ritorna sempre alla sua grande passione, il testo. Testo inteso come espressione di un messaggio secondo una costruzione precisa del linguaggio. Siki si appropria del linguaggio per renderlo icona, così fa con le immagini dell’arte canonizzata.

image3
Dots of Marat (2013) – Pittura spray su tela, 200 x 150 cm

La riflessione dell’artista inizia all’interno del sistema artistico, inteso come luogo, e in questo rimane proponendone critiche, svelamenti e decostruzioni partendo dai suoi stessi simboli.

Spiega, Piermario Motta, amministratore delegato di Banca Generale:

La sua capacità di esprimere energia, riflessioni e di rappresentare al meglio quella tensione al rinnovamento nell’arte come espressione di fenomeni sociali e contemporanei, non lascia indifferenti colpendo subito per la sua immediatezza ed evocazione artistica.

Linguaggio pittorico e spazio urbano vengono messi in relazione ancora una volta dalla visione attenta di un artista che crea una serie di associazioni iperboliche, esagerate, il cui fine non è altro che andare a svelare quello che sono una serie di paradossi della cultura di massa contemporanea, il tutto sotto lo stile più che riconoscibile della pop art anni ’60. Per un nuovo sguardo di relazione tra residuo storico e reinterpretazione.

Sara Cusaro per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.