“L’urlo” di Edvard Munch alla Neue Galerie di New York

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Fino al 13 giugno 2016 la Neue Galerie di New York ospita la straordinaria mostra Munch e l’Espressionismo, organizzata in collaborazione con il Museo Munch di Oslo. L’esposizione prende in esame l’influenza di Edvard Munch sui suoi contemporanei tedeschi e austriaci, così come la loro influenza su di lui. La mostra è a cura di Jill Lloyd, studioso di arte espressionista, e di Reinhold Heller specialista e studioso dell’artista norvegese.

Edvard Munch, Two Human Beings. The Lonely Ones, 1905.
Two Human Beings (The Lonely Ones), 1899

L’esposizione è composta di circa trentacinque dipinti e cinquanta opere su carta provenienti da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo. L’esposizione è suddivisa in quattro stanze divise in modo tematico. Vengono affrontati temi fondamentali come l’adolescenza, l’autoritratto, l’alienazione, il peccato e la vulnerabilità umana, temi molto presenti nella pittura di Munch.
Anche se è stato scritto molto sul rapporto tra la vita personale di Munch e la sua arte, questa mostra è il primo studio approfondito del lavoro dell’artista nel contesto dei suoi contemporanei tedeschi e austriaci.

Gli artisti tedeschi presenti in mostra sono: Max Beckmann, Erich Heckel, Ernst Ludwig Kirchner, Gabriele Münter ed Emile Nolde. È possibile anche vedere opere di artisti austriaci come Richard Gerstl, Oskar Kokoschka ed Egon Schiele. Importante sottolineare che alcune delle opere presenti in mostra vengono esposte per la prima volta negli Stati Uniti. Straordinarie le tre versioni della famosa e deliziosamente inquietante Madonna di Munch o ancora il meraviglioso quadro Two Human Beings in cui un uomo e una donna stanno uno accanto all’altro, senza toccarsi, dando le spalle allo spettatore mentre scorgono l’infinito, provocando un senso di nostalgia e di vuoto.

E. Munch. L'urlo. Pastello 1895Protagonista indiscusso della mostra è la celebre opera di Munch: L’Urlo. Nell’ultima stanza si trova infatti questo straordinario quadro, un pastello, di forte impatto emotivo. Nella sala espositiva, alla sommità dell’opera possiamo leggere le parole di dello stesso Munch:

Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad una palizzata. Sul fiordo nero-azzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura… e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura.

Il capolavoro è stato realizzato nel 1895. Munch ne dipinse diverse versioni, per l’esattezza quattro, come era solito fare con i suoi quadri.
L’opera, da sempre il simbolo dell’angoscia e dello smarrimento, racconta un episodio reale della vita dell’artista: mentre passeggiava con degli amici, il suo animo venne pervaso dal terrore. La luce provoca un senso di inquietudine. Le lunghe pennellate che deformano il soggetto e l’uso del colore suggeriscono uno stato emotivo di angoscia. Linee ondulate insieme a linee diagonali creano un senso di dinamicità che provoca tensione nell’osservatore.

Neue Galerie Museum for German and Austrian Art
Gustav Klimt – Ritratto di Adele Bloch-Bauer I, 1907

Una mostra di forte impatto emotivo assolutamente da non perdere per tutti coloro che si troveranno a passare da New York nei prossimi mesi. L’esposizione inoltre è organizzata dalla Neue Galerie, situata nella Fith Avenue nella Upper Est Side, un museo degli inizi del XX secolo, che vanta una magnifica collezione di opere tedesche e austriache degna di nota. Se vi trovate, lì non dimenticate di assaggiare una delle straordinarie torte viennesi nei due famosi caffè del Museo: il Café Sabarsky e il Café Fledermaus. Non dimenticate inoltre che la Neue Galerie ospita nella sua collezione permanete il Ritratto di Adele Bloch-Bauer realizzato da Gustav Klimt nel 1907, le cui vicissitudini vengono raccontate nello straordinario e commuovente film  del 2015 Woman in Gold che vede come protagonista Maria Altmann, proprietaria del capolavoro, interpretata magistralmente dalla fantastica Helen Mirren.

 

Laura Cometa per MIfacciodiCultura

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