Luca Ronconi, artista tra nuovo e antico

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20150222-luca-ronconi-655x436-655x436Luca Ronconi (Susa, 8 marzo 1933 – Milano, 21 febbraio 2015) è stato attore e regista, un Maestro della scena teatrale e cinematografica internazionale.

Nato a Susa, in Tunisia, da genitori italiani nel 1933, nel 1953 si diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico a Roma, esordisce subito nel mondo del teatro come attore in Tre Quarti Di Luna scritto da Luigi Squarzina, sotto la regia dello stesso e di Vittorio Gassman.
Dieci anni dopo comincia la sua carriera di regista, affermandosi negli anni si come uno dei massimi esponenti del teatro italiano. Prosegue la sua carriera passando per la prosa radiofonica, la televisione ed il cinema. Nel 1999 diventa consulente artistico e direttore della scuola del Teatro Strehler di Milano.

La produzione de L’Orlando Furioso, recita scritta da Ronconi basata dal poema di Ludovico Ariosto (una delle opere che ha contribuito a renderlo famoso grazie anche ad una tournée a New York), venne diretta in Promenade: questa tipologia di spettacolo viene quasi esclusivamente inscenata in spazi grandi e spesso all’aperto, su palchi non convenzionali. Questa scelta, per il tempo abbastanza peculiare, rompeva le convenzioni mettendo gli attori in gruppi distanti tra di loro ad interpretare diverse versioni della storia contemporaneamente, così che lo spettatore potesse scegliere in qualsiasi momento a quale interpretazione assistere. Ronconi scelse il format in Promenade poiché meglio si adattava alla narrazione labirintica e all’ambiguità dei personaggi del poema. Ne diresse una versione cinematografica con Mariangela Melato, che però dovette essere ricostruita per adattarsi alla restrizione intrinseca della pellicola.

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Lolita

Ronconi padroneggiò il teatro classico dirigendo con maestria capolavori del teatro greco antico: uno dei suoi contributi artistici in tal senso più controversi, fu nel 2010 quando portò in scena Le Rane di Aristofane, essendo questa particolare produzione una critica al sistema oligarchico del governo italiano. La recita pone al centro della storia i problemi economici e culturali che affliggevano Atene, nello specifico come i politici del tempo non si degnassero di risanare la situazione poiché interessati esclusivamente al loro tornaconto personale. Il polverone che provocò questa produzione è dovuto alla scelta di allestire la scenografia con caricature di Berlusconi, Bossi e Fini, pannelli che furono rimossi a causa di forti pressioni politiche. Ronconi attraverso la stampa espresse un profondo risentimento e delusione, sia nei confronti del governo che della gestione del Piccolo Teatro di Milano, che aveva adempito ad una richiesta così sfacciatamente anti-democratica.
Oltre ad Eschilo, Aristofane ed Euripide, Luca Ronconi sperimentò anche servendosi di recite e romanzi moderni e contemporanei di scrittori come Dostoevskij, Witold Gombrowicz e Pirandello.

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Il Panico

Convinto del valore espressionistico del teatro, Ronconi fece uso di scenografie e blocking scenici più figurativi che descrittivi., di allestimenti estetici, come ad esempio quello utilizzato per Fahrenheit 451 tratto dal romanzo di Ray Bradbury: in quell’occasione il palco fu completamente  rivestito di metallo per conferire allo spettatore, in modo semplice e di impatto, il clima di una società fredda e sterile, anziché usare un tema visivo futuristico e più naturalistico che avrebbe riportato fedelmente le scene del libro. La funzione di tale scelta meglio conferisce ad una produzione teatrale il potere di mantenere vivo il pensiero critico dello spettatore.

Una delle sue rassegne più riconosciute ed apprezzate dalla critica è stata il Progetto Domani, tenutosi nel 2006 in occasione delle celebrazioni per le Olimpiadi invernali a Torino. Questo evento artistico diviso in cinque spettacoli mirava a confrontare le situazioni politico-storiche del passato con quelle attuali: questa è una delle funzioni fondamentali del teatro, per questo Ronconi non si è mai dedicato a rappresentazioni finalizzate al puro intrattenimento.

Oltre a numerosi riconoscimenti, nel 2008 si aggiudica il Premio Antonio Feltrinelli per la regia teatrale assegnatogli dall’Accademia Nazionale dei Lincei e nel 2012 riceve il prestigiosissimo Leone D’Oro alla carriera dalla Biennale di Venezia.

Ho sempre pensato che si sopravvive meglio se le direzioni non sono una sola ma diverse.

Davide Frasca per MIfacciodiCultura

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