“Loving Vincent”, il meraviglioso progetto dedicato a Van Gogh

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Nasce a Danzica, in Polonia, Loving Vincent, il lungometraggio d’animazione sulla vita di Vincent van Gogh, diretto e scritto da Dorota Kobiela e Hugh Welchman, reso possibile grazie ad una operazione di crowdfunding,

Studio della produzione di Loving Vincent 1Più di una trentina di opere cinematografiche sono state realizzate nel corso degli anni sulla vita del celebre pittore olandese, ma mai nessuna è stata tanto promettente quanto questa. Loving Vincent è infatti il primo lungometraggio al mondo realizzato interamente con tele dipinte a mano. Il video è stato inizialmente girato in studio con gli attori, in seguito decine di artisti hanno realizzato più di 56 mila dipinti sullo stile di Vincent van Gogh, montati insieme a più di 100 quadri dello stesso pittore, per una durata totale di 80 minuti.
Un lavoro durato mesi e mesi quello portato avanti dallo studio polacco Breakthru Productions, già vincitore di un Oscar nel 2008 per il corto animato Pierino e il Lupo. Il progetto nasce dal  desiderio di rendere omaggio alla complessità del lavoro artistico di Vincent van Gogh e alla sua vita, indagando anche sul mistero della sua morte.

Vincent van Gogh nacque a Zundert il 30 marzo 1853 e morì a Auvers-sur-Oise il 29 luglio 1890 alla giovane età di 37 anni. La sua vita fu un travaglio costante, puntellato da crisi continue scaturite da disturbi mentali mai precisamente identificati e risolti. Ciò che sappiamo di lui sono informazioni ricavate dai lunghi e costanti scambi epistolari con il fratello Theo, al quale Vincent era molto legato e che gli sopravviverà di sei mesi soltanto.
Secondo i documenti ufficiali Vincent van Gogh morì per una ferita da arma da fuoco auto-inflitta. La sua morte però, col passare degli anni, è stata avvolta da un alone di mistero che sa del giallo dei girasoli da lui tanto amati. Nel 2011 gli storici dell’arte Steven Naifeh e Gregory White Smith avanzarono l’ipotesi che van Gogh non sarebbe morto suicida ma che sarebbe invece stato colpito da una pallottola sparata accidentalmente da dei ragazzi in un campo, che il pittore non avrebbe denunciato per non arrecargli danno.

scena di Loving VincentLoving Vincent si propone sì di indagare sul mistero della morte di van Gogh, ma è consapevole che la verità resterà ormai sepolta nei campi di Auvers. Il lungometraggio riesce quindi intelligentemente ad andare molto oltre la biografia e si fa elogio malinconico dell’arte, si fa cantico straziante alla vita di un pittore che fu prima di tutto un artista dall’animo candido e tumultuoso.

Van Gogh ci ricorda i poeti maledetti del Romanticismo francese, i suoi quadri cantano i versi di Baudelaire e Rimbaud, ma sanno darci ancora di più, perché sempre ci riportano alle tinte accese dei colori più caldi e raggianti.

Il richiamo di van Gogh verso l’oscurità è sempre stato costante, il suo amore per la notte restò immutato negli anni, eppure «non c’è blu senza il giallo e senza l’arancione» scrive il pittore. Le sue pennellate spesse, cariche di vernice, materiche sono un elogio alla natura che ci dona l’arte, mentre il pittore si fa oracolo della natura, e l’arte ce la fa vedere su tele che a guardarle gli occhi si fanno lucidi.

Van Gogh passò una vita intera a lottare coi suoi tumulti interiori, con il sentimento di voler fare pace con il mondo e non riuscirci, con il desiderio di poter abbracciare il cosmo e fondersi con esso fino ad inghiottire tutti i colori, per essere finalmente sazio della vita. Fu «avventuriero non per scelta ma per destino» scrive, e per questo sempre si sforzò di mettere ordine nel mondo che lo circondava. Amava il colore perché «le leggi dei colori sono inesprimibilmente belle proprio perché non sono dovute al caso» scrive in una lettera.
Nella pittura van Gogh cercava l’ordine che non riusciva a trovare nella sua mente e nella sua vita, e forse non è un caso che fu autore di più di novecento dipinti e mille disegni.

Studio della produzione di Loving Vincent 2I suoi soggetti preferiti furono ritratti, notti stellate, campi di grano, girasoli e faggi, e li ritroviamo tutti, insieme all’umore nero e lucente allo stesso tempo della vita di uno dei pittori più amati e riprodotti in tutto il mondo, in questo lungometraggio che ha il sapore di fumo e d’assenzio, e che lascia davvero stupiti tanta è la sua bellezza.

Un esperimento che unisce egregiamente pittura, arte e nuove tecnologie, all’avanguardia, frutto di impegno e dedizione, Loving Vincent non è soltanto un bel film che tutti dovrebbero guardare, ma è un viaggio nella poetica di un autore meravigliosamente e maledettamente complesso, che non possiamo non amare se anche per un attimo soltanto lasciamo che dall’alto di uno dei suoi numerosissimi autoritratti il suo sguardo pieno d’amore e di dolore si posi su di noi.

Chiara Parodi per MIfacciodiCultura

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