Alessandro Manzoni: su quel ramo del lago di… Milano

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Francesco Hayez – Alessandro Manzoni

Si ricorda oggi l’anniversario della nascita di uno degli scrittori italiani più letto e per questo maggiormente preso di mira dagli studenti. Chi? Proprio Alessandro Manzoni (Milano, 7 marzo 1785 – Milano, 22 maggio 1873), incubo dei liceali. Perché i suoi I Promessi Sposi sono l’opera, capolavoro dell’autore, che accompagna l’intero percorso di studi letterari e che, si sa, molti alunni vorrebbe abolire.

Milanese di nascita – chi, infatti, tra i quindicenni di Milano e dintorni non è stato, almeno per una volta, portato a visitare i “Luoghi Manzoniani” in città – Manzoni fu erede della formazione illuminista sotto la brillante luce di sua madre Giulia Beccaria, figlia del celebre Cesare Beccaria autore del controverso De delitti e delle pene. Attivo, per questo, nella politica ottocentesca, erede di riviste come Il Caffè, contrario alla dominazione austriaca in Lombardia, il suo animo fervente sarà la causa della sua “conversione” al Romanticismo, in grado di far fronte ai travagli personali causati dalla scelta religiosa di un sentito cattolicesimo laico.

image3Un rivoluzionario non solo nell’azione sociale ma anche e soprattutto in quella letteraria. Manzoni fu colui che tramite la scrittura riuscì a rinnovare i capisaldi letterari del tempo. Dalla creazione del nuovo romanzo storico, tipologia appena introdotta e considerata all’avanguardia nella lontana Inghilterra iniziata da Walter Scott, alla distruzione del teatro classico attraverso la rottura delle tre unità aristoteliche. Fu innovatore anche linguistico: Manzoni fu padre del corrente Italiano nato dalla famosa “risciacquatura dei panni in Arno”, studio con cui lo scrittore, basandosi sul toscano parlato, creò uno stile basato sull’Italiano “puro”.
Per tutto questo è considerato primo tra gli scrittori moderni, tanto da essere oggi uno degli autori che più di tutti va a definire il programma di studi delle scuole superiori.
Se però nessun liceale dirà di apprezzarlo, al Manzoni si è scelto di conferirgli tale importanza per il suo obiettivo artistico: “Utile per iscopo”.

image4Se i ragazzi faticano a trovare questa utilità in un romanzo ricco di digressioni storiche, da molti viene poi rivalutato in seconda lettura. Ha forse allora ragione Giovanni Pacchiano, giornalista di Sette, settimanale de Il Corriere della Sera, quando scrive che «eliminarlo dai programmi sarebbe un grave errore, ma servono docenti che sappiano farlo apprezzare».

Perché se gli studenti fossero privati di questa lettura per volere del Ministero, non saprebbero mai che a perderci sarebbero proprio loro, non avendo potuto godere di quella che, racchiusa nell’opera del Manzoni, non è altro che la rappresentazione di un paese come l’Italia, un paese di difficile definizione.

Sara Cusaro per MIfacciodiCultura

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