Picasso e le sue passioni in mostra a Pavia

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Personaggio chiave del cambiamento artistico della prima metà del ‘900, Picasso sbarca a Pavia con una mostra che, come si intuisce già dal titolo Picasso e le sue passioni, vuole farci scoprire più da vicino i temi scelti dall’artista nelle sue numerosissime realizzazioni che hanno attraversato oltre mezzo secolo.

Picasso-
Autoritratto, 1967

Così per l’eccezionale occasione le porte di Palazzo Vistarino, oggi sede della fondazione universitaria Alma Mater Ticinensis che ha collaborato alla realizzazione del progetto, si aprono ai celebri temi picassiani del circo, del teatro, della tauromachia, delle donne e della politica.
Tutte tematiche che, nella loro diversità, ci aiutano a comprendere non solo gli sviluppi della sua poetica artistica (quasi ogni periodo della vita artistica di Picasso è caratterizzato dalla rappresentazione continua, a volte ai limiti dell’ossessività, di uno stesso tema), ma della sua stessa esistenza.
Il circo che gli permetteva di rappresentare gli emarginati in un periodo dove anche lui, non ancora giunto alla fama, in un certo senso lo era. Il teatro che accompagna un periodo di “ritorno all’ordine” nella sua produzione artistica. La tauromachia con questa figura del toro, emblema della forza dell’uomo e probabilmente anche della sua terra natia, che inizia ad apparire ovunque fino alla sua resa più celebre in Guernica. Infine il tema della donna, soggetto che, con le innumerevoli raffigurazioni nei ritratti, è forse quello più sentito da Picasso, anche per l’importanza centrale che le donne, dalla ballerina Ol’ga Chochlova alla fotografa Dora Maar alla  giovane studentessa Françoise Gilot, ebbero nella sua vita: oggetto di desiderio e di amore anche se mai nessuna riuscì a superare il vero oggetto d’amore di Picasso: sé stesso.

images-vernice-fresca-201512281046-2698-f998x748La mostra abbraccia tutta la vita artistica del pittore: dalle incisioni del ciclo Las Suite des saltimbanques del 1913 fino al ciclo di opere grafiche dedicate a La Celestine del 1971.
Altro nucleo importante della mostra è sicuramente quello dedicato alle ceramiche (oggi tutte in mano ad una collezione privata), alle quali Picasso si dedicò nell’ultimo ventennio della sua vita dilettandosi a realizzare piatti, bicchieri, brocche e vasi.
La mostra giunge il suo culmine con due dipinti ad olio: Tetè de femme (1943), l’ultimo di quattro ritratti realizzati tutti nello stesso giorno (3 giugno 1943) che sanciscono una sorta di “addio su tela” alla donna, e “Autoritratto” (1967) dove l’artista raffigura se stesso non solo come uomo ma anche, riallacciandosi alla tauromachia, come Minotauro per unire l’estro dall’artista alla forza bruta del toro.

La mostra, iniziata il 19 dicembre 2015 e che si terrà fino al 20 marzo 2016, offre quindi l’occasione per scoprire Picasso “dall’esterno”, scoprendo non solo i suoi lavori ma provando a capire cosa lo portò alla loro realizzazione, in quel percorso di vita dopo l’artista con le sue idee e l’uomo con le sue passioni si mischiano inesorabilmente.

 

Silvia Meloni per MIfacciodiCultura

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