World Press Photo 2016: un premio alla speranza

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La World Press Photo Foundation è una delle più importanti organizzazioni olandesi no-profit, il cui scopo è promuovere il foto-giornalismo e i multimedia story-telling. Come tutti gli anni, nei giorni scorsi, si è svolto il famoso concorso fotografico mondiale ed è stata scelta all’unanimità la Foto dell’Anno 2016.

Il prestigioso riconoscimento è andato al fotografo australiano Warren Richardson per la foto intitolata La speranza di una nuova vita, scattata l’8 agosto scorso alla frontiera tra Serbia e Ungheria. La sua è una foto in bianco e nero, scattata di notte, che ritrae un rifugiato, un padre, che passa suo figlio neonato sotto il filo spinato lungo la frontiera ungaro – serba verso un paio di braccia protese, pronte ad accoglierlo all’altro lato del confine. È una foto forte, emblematica, fatta in condizioni rischiose e senza l’uso del flash per evitare che la polizia si accorgesse della situazione, come racconterà poi il fotografo, consegnando così all’immortalità un momento drammatico avvenuto nell’agosto del 2015 nei pressi di Roszke in Ungheria.

Speranza-di-una-nuova-vitaAl Contest hanno partecipato più di 5.700 fotografi da ogni parte del mondo e tra i vincitori (si concorreva per 41 categorie), ci sono anche due italiani: Francesco Zizola, con una foto che ritrae un’imbarcazione di legno, un barcone, in viaggio dalla Libia verso l’Italia con oltre 500 profughi a bordo, e Dario Mitidieri, con un ritratto di famiglia siriana in un campo in Libano.

Foto che denunciano situazioni drammatiche e di disagio. Per la maggior parte, sono scatti che “parlano” della condizione disumana dei rifugiati.

La scelta della foto di Richardson fa però riflettere, positivamente, perché è sì un momento carico di  tensione, paura e ansia, ma allo stesso tempo è un momento ricco di speranza. Quel piccolo fagotto che passa dai campi profughi della Serbia alla libertà in Ungheria rappresenta il passaggio dal buio alla luce che fa sperare in un futuro migliore per queste piccole vite. È questo il messaggio tacito che si evince guardandola ed è stata questa la caratteristica che ha fatto sì che i giudici decretassero che fosse la foto di Richardson a meritarsi il premio, tra le migliaia di fotografie presentate al contest. Una foto imperfetta per qualità, luce, immagine, ma carica di significato.

L’arte mai come in questo caso è per il sociale: la fotografia è una delle forme espressive che meglio sposa questo connubio art-impegno sociale grazie alla sua immediatezza, la sua verità messa al servizio degli osservatori. Il foto-giornalismo ne è la forma estrema, poiché le immagini che imprime su pellicola racchiudono la drammaticità di un momento. Una denuncia muta che urla al mondo le situazioni più difficili.

Per chi volesse vedere le foto vincitrici, sarà organizzata una mostra itinerante in cento città nel mondo e la prima sarà ad Amsterdam presso il De Nieuwe Kerk, dal prossimo 16 aprile.

Nella fotografia c’è una realtà così sottile che diventa più reale della realtà.
Alfred Stieglitz, fotografo e gallerista statunitense

Fabiana Lisita per MIfacciodiCultura

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