Ron Howard, regista invisibile

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2002: Oscar come Miglior film e Miglior Regia per “A Beautiful Mind”

Nel libro Beautiful You, Ron Howard viene evocato ironicamente e quasi cinicamente come sex symbol. Ecco, forse il regista non sarà una gran bellezza, ma per il resto madre natura e la dea bendata sono state generose a dare talento e fortuna ad un uomo che ha sempre saputo sfruttarle al meglio. Perché nell’incredibile arco professionale ai cui estremi sono collocati Richie Cunningham e il talentuoso regista che riesce a mettere le mani su un’opera immortale come Moby Dick, si trovano anche esperienze da sceneggiatore, produttore cinematografico e televisivo e attore. Si può quindi dire che per Ron Howard siano stati davvero degli anni carichi di Happy Days e di giorni felici gliene auguriamo molti altri.

Ron Howard nasce l’1 marzo 1954, alla tenera età di cinque anni esordisce come attore sul set di uno degli episodi di Ai Confini della realtà. Oltre alla ben nota esperienza in Happy Days, che lo renderà celebre per il ruolo del “bravo ragazzo” Richie Cunningham, lavora precedentemente nella serie The Andy Griffith Show. Ma il ruolo più interessante ed importante è probabilmente riconducibile alla fortunata conoscenza dell’ancora semi-sconosciuto George Lucas, che ha visto in Ron Howard l’interprete perfetto del personaggio di Steve Bolander in American Graffiti. Nel 1976 interpreta una parte nel film Il pistolero (The Shootist) di Don Siegel in cui John Wayne interpreta l’ultimo ruolo della sua carriera di attore e per questo film accede al tappeto rosso dei Golden Globe come miglior attore non protagonista.

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A Beautiful Mind

La mente meravigliosa di Ron Howard partorisce un’opera incredibile come A Beautuful mind, che gli vale l’Oscar come miglior regista. Il film, dedicato al matematico premio nobel John Forbes Nash jr., interpretato da Russell Crowe, confermerà l’incredibile bravura del noto Gladiatore e farà accedere all’Olimpo dei grandi registi Hollywoodiani Ron Horward, che già aveva avviato una brillante carriera.

Infatti tra i film da citare, antecedenti a Beautiful Mind, c’è Splash, Una Sirena a Manhattan, una divertente commedia del 1984 che vede protagonista la bellissima e giovanissima Daryl Hannah (Elle Driver di Kill Bill) nei panni di una sirenetta che per la prima volta assume panni umani, e un innamorato Tom Hanks. Una rivisitazione moderna della fiaba di Andersen, allo stesso modo in cui Cinderella Man (2005) racconta la fiaba di Cenerentola in versione originale e inedita, svestendola della sua gonnella e raccontando la storia di un personaggio femminile che ha molto del maschile e che indossa pantaloncini da boxeur.

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Frost-Nixon – Il duello

Ron Howard si cimenta anche su un ring completamente diverso, quello del botta e risposta di uno dei talk show che hanno fatto la storia non solo televisiva ma anche socio-politica americana. Frost-Nixon – Il duello (2008) è l’adattamento cinematografico dell’omonima opera teatrale che racconta il rapporto tra Nixon e il presentatore David Frost in occasione della storica intervista riguardante lo scandalo Watergate.

Due personalità altrettanto forti e contrastanti si sfidano su un campo diverso (o forse sarebbe meglio dire pista) nel film Rush, ispirato alla rivalità tra i piloti di Formula 2 Niki Lauda (Daniel Brühl) e James Hunt (Chris Hemsworth). Le scene adrenaliniche e l’incredibile caratterizzazione dei protagonisti diametralmente opposti e contrapposti, la sete di gloria, la  vita e la morte, fanno di questo film uno dei prodotti meglio riusciti di Ron Howard.
L’adrenalina non manca nemmeno nel più recente The Heart of The Sea – Le origini di Moby Dick. Il film, dove ritroviamo Chris Hemsworth,  è l’adattamento cinematografico del romanzo Nel cuore dell’oceano – La vera storia della baleniera Essex, scritto da Nathaniel Philbrick nel 2000, che narra le vicende che hanno ispirato la stesura di Moby Dick. Una storia epica ambientata nel cuore dell’oceano che vorrebbe raccontare le ombre e luci dell’animo umano, il tutto con l’incredibile eco del nome di Moby Dick. Di luci ed ombre si può parlare anche per i due film tratti dai best seller di Dan Brown, Il Codice Da Vinci e Angeli e Demoni. Entrambi thriller controversi, cupi e che orbitano intorno al mondo ecclesiastico. Non sono i film più riusciti di Ron Howard probabilmente perché eclissati dalla prodigiosa (e inspiegabile) fortuna dei libri. Nulla a che vedere con le sue opere più giovani e fresche, come Cocoon-l’energia dell’universo o il melenso ma spontaneo Cuori Ribelli.

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Rush

Ron Howard ha esplorato vari generi, mondi e storie e va sottolineato un merito raro per un regista del suo calibro: un uomo che si innamora di una storia, che se ne appropria, che la rispetta e la serve senza imporre la sua personalità, senza filtrare attraverso il suo  sguardo. Un regista quasi “invisibile” a servizio della trama, dei suoi personaggi, del suo pubblico. E perché no, anche dei suoi incassi, ma non gliene facciamo una colpa, ma gli si augura piuttosto di innamorarsi ancora tante altre volte, in modo che possa regalarci altri incredibili momenti cinematografici.

Federica Cunego per MIfacciodiCultura

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