L’arte italiana a New York: il Center for Italian Modern Art

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Al numero 421 di Broome Street, il 22 Febbraio del 2014, apriva al pubblico il CIMA-Center for Italian Modern Art in un ampio e luminoso loft, strategicamente posizionato nel cuore di Soho. Ideato come una casa-Museo, con un’ampia cucina, in cui si ricevano i visitatori e li si invita a sorseggiare un buon espresso italiano, il CIMA è ben presto diventato uno dei luoghi dell’arte newyorchesi. La fondatrice è Laura Mattioli, curatrice e storica d’arte, figlia del grande collezionista d’arte Gianni Mattioli.

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Giorgio Morandi esposto al CIMA. Foto di Walter Smalling Jr, 2015.

Il CIMA è una fondazione pubblica no profit, che ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza dell’arte moderna e contemporanea italiana negli Stati Uniti. Mattioli ha spiegato che quest’idea nasce «dalla consapevolezza di alcuni studiosi e mia personale che l’arte italiana del XX secolo è poco e mal conosciuta all’estero. Noi siamo il paese del Rinascimento, di Venezia, Firenze e Roma. Dall’Unità in poi sembra che l’Italia, nata come nazione politica, abbia saputo produrre un’arte solo di valore provinciale, solo ispirata da artisti francesi prima e americani poi».
Con questo proposito, Laura Mattioli, ha voluto aprire il CIMA, scegliendo come città proprio New York, da sempre uno tra i maggiori palcoscenici internazionali per l’arte moderna e contemporanea. L’obiettivo della fondazione è di rendere presente l’arte italiana del XX secolo nel panorama internazionale ma anche di offrire la possibilità di vedere opere che generalmente sono difficilmente accessibili al pubblico e presenti solo in Italia, ma che sono di altissima qualità.

In relazione alle mostre, il CIMA organizza una serie di lezioni accademiche, presentazioni, gruppi di discussione, eventi e tour delle installazioni (ogni venerdì e sabato il centro viene aperto al pubblico). Questo luogo magico, infatti non è soltanto una galleria d’arte ma un vero centro di ricerca. Ogni anno vengono assegnate delle borse di studio a giovani storici dell’arte e non solo, di diverse nazionalità. L’intento del programma è quello di riunire giovani studiosi di diversa estrazione accademica in un ambiente interattivo e collaborativo. Per far ciò, il CIMA coopera con il Graduate Center di New York e la Scuola Normale Superiore di Pisa. Heather Ewing, direttrice del CIMA ha dichiarato:

Attraverso il coordinamento della nostra installazione con borse di studio e un apposito programma, speriamo di inspirare, sostenere e stimolare una nuova attenzione istituzionale e accademica sui significativi movimenti artistici di questo periodo… Il nostro obiettivo è quello di servire come incubatore per innescare un nuovo dibattito e stimolare l’interesse e l’apprezzamento del pubblico per l’arte italiana del Ventesimo secolo, in tutta la sua varietà e complessità.

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Laura Mattioli, fondatrice e presidente del CIMA

Il Centro ospita ogni anno una mostra temporanea (da ottobre a giugno). La prima è stata dedicata ai lavori di Fortunato Depero, ed è stata la prima personale dell’artista futurista a New York dopo 86 anni. Tra dipinti, sculture, disegni e copertine di riviste, la mostra comprendeva più di cinquanta capolavori tratti dalla collezione di Gianni Mattioli. La seconda mostra, dedicata a Medardo Rosso, ha presentato diverse sculture, disegni e fotografie dell’artista. Di particolare rilevanza l’allestimento che metteva a confronto la spontanea e l’astratta immediatezza dei disegni di Rosso e due lavori dell’americano Cy Twombly, italiano d’adozione.

Dallo scorso ottobre il CIMA ospita una straordinaria mostra su Giorgio Morandi, uno dei più noti artisti italiani del XX secolo. L’esposizione si concentra su opere dell’artista, raramente esposte fuori dall’Italia, degli anni Trenta, periodo in cui Morandi raggiunse la piena maturità artistica e sviluppò il suo linguaggio pittorico. Il Centro ospita quaranta opere tra dipinti, incisioni e disegni che provengono da importanti collezioni pubbliche e private internazionali, tra cui il MART Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, il Peggy Guggenheim di Venezia e il Kunstmuseum Winterthur in Svizzera. Molto interessante è l’accostamento tra le opere di Morandi e di artisti contemporanei. Come spiega Ilaria Conti, che collabora con la direttrice alla organizzazione delle mostre, «Nello spirito del CIMA che intende sviluppare un dialogo internazionale intorno all’arte italiana… la mostra presenta anche il lavoro di quattro artisti contemporanei: i fotogrammi di un video di Tacita Dean…una scultura monumentale di Wolfgang Laib… le serie fotografiche di Joel Meyerowitz e la fotografia che Matthias Schaller ha fatto della palette diafana di Morandi». La mostra ha avuto un richiamo fortissimo in città e non solo. Centinaia di persone vengono per visitare la mostra, grazie anche al bellissimo articolo di Roberta Smith, che il New York Times ha pubblicato sulla mostra.

The art works of Italian artist Giorgio Morandi photographed October 5, 2015 at the Center for Italian Modern Art (CIMA) in New York, NY. Photo credit: Walter Smalling Jr.
Joel Meyerowitz “Morandi’s Objects”. Foto di Walter Smalling Jr, 2015

La prossima mostra (che aprirà a ottobre 2016) esplorerà la relazione tra Giulio Paolini, artista contemporaneo, e il metafisico Giorgio De Chirico.

Il Centro organizza inoltre diversi eventi, come talk con artisti contemporanei (di recente è stato invitato Lawrence Carroll, pittore statunitense molto legato alla pittura di Morandi). Eventi privati per suoi sostenitori e serate e pranzi per i fellows. Un esempio è stata la festa organizzata lo scorso febbraio per il New York Area Art History Fellows Network, che ha rappresentato un momento importante di condivisione e di confronto fra tutti gli studiosi di arte residenti a New York. Interessante è anche il blog che è possibile consultare sul sito web del CIMA, in cui poter leggere interessanti articoli sulle opere che la galleria ospita, su mostre che in quel periodo vengono inaugurate a New York e non solo.

Il lancio del Center for Italian Modern Art rappresenta una pietra miliare per l’apprezzamento internazionale dell’arte italiana del ventesimo secolo, e un passo importante per superare la gamma di ostacoli culturali, accademici e politici che per troppo tempo hanno impedito una più ampia consapevolezza del significato dell’arte italiana moderna e contemporanea. Io sono stata fortunata a essere immersa nell’incredibile produzione di questo periodo fin dalla tenera età, un’esperienza che ha guidato e ispirato sia la mia vita professionale che personale, e sono emozionata all’idea di introdurre tali stimolanti opere a un nuovo pubblico.

Anche se aperto da pochi anni il Centro si è già conquistato un posto di spicco all’interno del panorama newyorchese. Molti i visitatori, da tutte le parti del mondo, che ogni settimana vengono a scoprire questo straordinario centro culturale. Il CIMA è proprio un luogo magico, in cui scoprire l’arte italiana, un luogo di ritrovo e di aggregazione per i tanti italiani che ormai vivono e lavorano a New York, ma non solo. Un meraviglioso loft nel centro di Soho dove trascorrere le proprie giornate, tra oggetti, mobili di design e capolavori straordinari. 

CIMA-Center for Italian Modern Art

Laura Cometa per MIfacciodiCultura

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