Gioacchino Rossini, un viaggio continuo all’inseguimento della Musica

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Il 29 febbraio del 1792 nacque a Pesaro Gioacchino Rossini, uno tra i più importanti maestri e compositori della musica classica.

142317-004-65ACC3F8Un grande personaggio italiano, che visse quel periodo di fermento culturale europeo che colpì anche l’Italia durante il Risorgimento, Rossini nella sua vita artistica scrisse 39 opere senza avere nessun limite di genere, creando veri e propri capolavori indimenticabili. Melodie celebri senza tempo quali Il Barbiere di Siviglia, La Gazza Ladra, Cenerentola, La Semiramide, Guglielmo Tell, accomunate per la prima volta nella storia dell’opera da un’idea Europea dell’arte, tanto cara al compositore.
Nonostante la prolifica e frenetica attività costellata di continui viaggi, dopo soli vent’anni di di carriera improvvisamente smette di scrivere per il teatro, componendo solo per sé stesso e gli amici. Questo cambiamento repentino resta ancora ad oggi un mistero alla pari della sua complicata e contraddittoria personalità.

Rossini come tutti i grandi maestri si avvicina alla musica e al teatro fin da bambino: la madre, cantante autodidatta, spesso porta il figlio con sé in scena e ciò gli consente di acquisire i primi rudimenti di composizione e di pratica strumentale. Già nel 1810 scrive per il teatro Giustiniani di Venezia la farsa La cambiale di matrimonio, imponendo una nuova architettura musicale che trionferà poi in tutta la sua futura scrittura. È l’inizio di un’attività frenetica che porta il giovane a viaggiare senza sosta tra Bologna, Ferrara, Firenze e Milano.

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Isabella Colbran e Gioacchino Rossini

Nella primavera del 1812 è chiamato alla Scala di Milano, ma proprio qui ha le prime crisi depressive che lo costringono a consegnare in ritardo le sue partiture. Nel 1815 arriva a Napoli alla corte di Ferdinando IV di Borbone e sotto la committenza del teatro San Carlo, compone Elisabetta regina d’Inghilterra che ha come protagonista la soprano spagnola Isabella Colbran, con la quale inizia un intenso rapporto artistico e sentimentale. Nel contempo è chiamato a Roma, dove lavora per il teatro Argentina a Il Barbiere di Siviglia. Con il titolo Almaviva l’opera va in scena il 20 febbraio 1816, ma la prima si trasforma in un incubo, ma Rossini pare impassibile alle critiche, convinto di aver scritto un capolavoro. Neppure una settimana dopo viene incaricato della scrittura di una nuova opera del Teatro Valle commissionata per il Carnevale, ovvero Cenerentola.
Milano lo riaccoglie invece nel 1817 e La Gazza ladra risulta un capolavoro di invenzione e modernità, un’opera semiseria che sin dal suo debutto ottiene un grande successo.

Mentre il legame con la Colbran è sempre più intenso, continua a viaggiare inseguendo la propria musica, concedendosi avventure anche con altre donne. A soli 28 anni la sua salute inizia ad avere chiari segni di affaticamento dovuti dal continuo lavoro e si riaffacciano le crisi depressive che lo avevano già tormentato.
Il 16 marzo 1821 sposa Isabella Colbran e 48 ore dopo le nozze sono già in viaggio per Vienna. Per Rossini la tournée europea è un trionfo, acclamato dal pubblico e ammirato da grandi personaggi del periodo, tra cui il potente principe di Metternick. Per lui accetta di comporre la Semiramide e, ormai considerato musicista di fama internazionale, nel 1823 parte per un Tour in Inghilterra. L’anno seguente Rossini giunge insieme alla consorte a Parigi, dove per il Théâtre-Italien componendo il Guglielmo Tell, un’opera creativamente molto sofferta.

538ed5cf0b2ccMa ad un certo punto della sua vita qualcosa cambia improvvisamente: a soli 37 anni smette di creare per il teatro, entrando in una profonda crisi artistica. Estraneo al nuovo clima culturale romantico e pieno di fragilità psichiche, abbandona Parigi nel 1829 con la moglie, salvo ritornarci un anno dopo in fuga da una situazione familiare sempre più difficile. Qui conosce la cortigiana Olympe Pélissier, con la quale inizia una relazione e che diverrà la sua seconda moglie.
Afflitto da depressione cronica non riesce più a lavorare, ma grazie alle attenzioni e all’amore di Olympe trova una via d’uscita dalla malattia. Finalmente riprende lentamente a comporre piccoli pezzi, musica completamente opposta al romanticismo. Nonostante sembri ormai non scrivere più opere complesse, egli sta invece creando il suo ultimo grande capolavoro, la Petite Messe Solennelle, prima di morire a Passy nei pressi di Parigi, per un tumore il 13 novembre 1868.
Il feretro, seguito da oltre 40 mila persone, viene tumulato nel cimitero di Père-Lachaise a Parigi, vicino alle tombe di Chopin e Bellini. Trent’anni dopo la sua salma verrà trasportata a Firenze e posta nella Basilica di Santa Croce, sancendo così l’ultimo viaggio del genio rossiniano.

 

Ivano Segheloni per MIfacciodiCultura

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