Back toDay. 27 febbraio

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È bello fare il Re!” diceva Mel Brooks – camuffato da L27 febbraio #2uigi XVI ne “La pazza storia del mondo” (1981) – avventandosi sulle décolleté di una cortigiana. 

È meglio che fare il pappone!” commentava, a proposito della propria professione, il produttore Harry Cohn, capo della Columbia Pictures, morto il 27 febbraio 1958. Cohn era celebre per i suoi modi carogneschi e semi-malavitosi (diffamò John Wayne ancora agli esordi credendo che avesse avuto un flirt con una sua protégé… e Wayne a momenti lo strozzava) e per il suo atteggiamento padronale nei confronti delle belle che passavano per il suo studio. Tentò di concupire Joan Crawford, Kim Novak e Rita Hayworth (e con quest’ultima le sue tattiche funzionarono); è già tanto se non chiese prestazioni sessuali alla donna togata che regge la torcia nel logo della Columbia.

Restando nell’ambito di monarchi hollywoodiani, oggi avrebbe compiuto ottantaquattro anni Elizabeth Taylor, la Cleopatra hollywoodiana: per la sua interpretazione nel film omonimo (1963) di Joseph L. Mankiewikz fu la prima diva ad ottenere un cachet da un milione di dollari (intervistata su “Cleopatra”, disse che non si ricordava niente delle riprese perché nel frattempo c’erano stati troppi intrallazzi). Ma l’ammaliatrice dagli occhi viola non sfruttò la propria regalità per schiavizzare le persone come faceva Cohn; anzi, aveva una reputazione di persona squisita. Però, da buona Cleopatra, non poteva certo disdegnare il collezionismo di gioielli (e mariti). Certo è meglio che accatastare starlette in cerca di scrittura sul proprio divano… vero, “King” Cohn?

Quel Cohn amava molto / il ruolo di sultano

nei fatti autorizzato / ad allungar la mano.

Andrea Meroni per MIfacciodiCultura

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