Elena Ferrante conquista l’America e diventa serie tv

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The Neapolitian Novels, così si intitolerà la serie televisiva ispirata alla famosissima tetralogia de L’amica geniale di Elena Ferrante, pubblicata da Edizioni e/o. La saga sarà composta da 4 stagioni, una per ogni libro, e ogni stagione comprenderà 8 episodi. Sarà prodotta dalla Fandango di Domenico Procacci, affiancata dalla Wildside di Lorenzo Mieli e Mario Gianani, in collaborazione con la stessa Ferrante.

img16La storia è ambientata a Napoli nel secondo dopoguerra e abbraccia una sessantina d’anni. Le protagoniste sono Elena e Lila, ogni libro si focalizza su una stagione della vita di questi due personaggi, dall’infanzia sino alla vecchiaia. È proprio questo loro rapporto, fatto di testa e cuore, opposizioni, avvicinamenti e allontanamenti, pervaso di solidarietà e crudeltà, il vero grande protagonista di tutta la saga.

Ma chi è Elena Ferrante? Nessuno lo sa. L’autrice fin dagli esordi, più di vent’anni fa, ha sempre voluto rimanere anonima. Nella Frantumaglia, volume a metà fra l’appendice e il romanzo in cui sono raccolte le lettere tra l’autrice e i suoi editori, la Ferrante giustifica e spiega la sua decisione di mantenimento dell’anonimato: l’autore deve sottrarsi alla sua storia, deve comparire solo nella sua opera, nella parola scritta, e non essere mercificato come il suo lavoro. Deve raggiungere una tranquillità tale da lasciarsi andare nella scrittura, superare dei confini che, se la sua persona fosse esposta,  non valicherebbe con altrettanta intensità.
Il nome Elena Ferrante è dedicato a Elsa Morante, scrittrice che ha avuto molta influenza sulla donna. Un nome e un’autrice avvolti nel mistero: in molti sostengono che Elena Ferrante sia in realtà la 63enne Anita Raja, moglie dell’intellettuale Domenico Starnone.

L’amica geniale è divenuto un caso editoriale internazionale, amato in particolar modo dai lettori newyorchesi e londinesi. Il The Guardian parla addirittura di “Febbre Ferrante” e il New York Times ha inserito Storia della bambina perduta, ultimo libro della serie, tra i dieci migliori libri del 2015 a livello planetario.

Nonostante i romanzi della Ferrante vengano inseriti nella “narrativa di genere”, in cui rientrano best sellers facili da leggere e quindi da vendere, la critica internazionale si è detta entusiasta per le sue opere, tanto che la rivista Foreign Policy, nel 2014 l’ha inserita tra i 100 pensatori più influenti a livello mondiale.

img18Roberto Saviano ha anche proposto la candidatura di Elena Ferrante per il Premio Strega. La scrittrice aveva già partecipato alla competizione con L’amore molesto più di vent’anni fa, senza successo, e ha accettato con entusiasmo la nuova proposta di candidatura. Sono però sorte molte polemiche: secondo una regola non scritta, dettata dalla consuetudine, ogni candidato deve presentarsi fisicamente alla competizione, quindi la Ferrante, qualora decidesse di prendervi parte, dovrebbe salutare il suo anonimato.

Nonostante le critiche a lei rivolte, siano esse relative allo stile di scrittura o alla scelta dell’anonimato, va riconosciuto alla Ferrante il merito di aver portato una voce italiana, per di più femminile, nel mondo. Ambasciatrice di un paese i cui artisti, scrittori o pensatori spesso passano in secondo piano, oscurati da vicende spiacevoli.

Camilla Ghellere per MIfacciodiCultura

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