Back toDay. 24 febbraio

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Ah, tu sei di pessimo umore? Io avevo attorno il cast del Padrino!”. Partendo dalle battute di 24 febbraio #2Woody Allen potrei introdurre ogni giorno dell’anno: quella che gli rubo oggi è estrapolata da “Io e Annie” (1977); mentre sta aspettando Annie (Diane Keaton) davanti a un cinema, Woody (che nella finzione è il comico Alvy Singer) viene riconosciuto da un paio di italo-americani tanto tamarri quanto stereotipati. È allora che pronuncia questa battuta amenamente razzista. Oggi è particolarmente calzante visto che celebriamo i compleanni di un tot di attori che sono stati veramente scritturati per “Il padrino”. Il più “antico” tra di loro è Saro Urzì (1913-1979), il siculo preferito da Pietro Germi (è il padre isterico di “Sedotta e abbandonata”); nel primo film della trilogia di Coppola incarna il suocero di Al Pacino, padre della sfortunata Apollonia, uccisa mentre sta imparando a guidare la macchina.BETTINO CRAXI

Il secondo è Abe Vigoda (di origini russe!), che oggi avrebbe compiuto novantacinque anni se non fosse morto lo scorso 26 gennaio; costui ha prestato il suo leggendario mento chilometrico al gregario traditore Sal Tessio, sempre nel primo film della trilogia. Il terzo è Al Lettieri (1928-1975), sanguigno nemico di Steve McQueen in “Getaway” (1972, Sam Peckinpah). Ne “Il padrino” è il trafficante Virgil Sollozzo, che tenta di mettere in crisi il “codice di valori” del vecchio Don Vito, avversatore dello spaccio di droga.

Al di là della bravura personale di questi attori, la definizione di Woody, “cast del padrino”, non comunica troppa fiducia nei confronti degli italo-americani e del loro paese di provenienza. Ma prima di indignarci sulla nostra rappresentazione nei media, ricordiamoci che oggi avrebbe compiuto ottantadue anni l’“immacolato” Craxi (1934-2000)…

Non sol la fisiognomica / cagiona distinzione.

Non diam la colpa al cielo / per ‘sta reputazione.

Andrea Meroni per MIfacciodiCultura

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