Entrare nell’opera d’arte: innovazione o sacrilegio?

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Era ciò che accadeva a Jim Carrey nel film The Truman Show: scopriva di essere stato, sin dalla nascita, l’ignaro protagonista di uno spettacolo televisivo di successo. Ma lui voleva fuggire da tutto questo, poiché la sua vita fino a quel momento era stata soltanto una menzogna finalizzata al divertimento altrui. Truman era intrappolato in una sorta di opera d’arte. Tutti noi al contrario, come osservatori e cultori dell’arte, vorremmo entrare all’interno delle opere, vedere con gli stessi occhi del pittore, capire i sentimenti e le esperienze nascoste nei quadri.

Stanza ad Arles e stanza realeAdesso questo sogno è diventato in parte possibile: l’Art Institute of Chicago ha messo a disposizione una camera ricostruita a immagine e somiglianza di Stanza ad Arles, celebre opera del tormentato Vincent Van Gogh. L’affitto è sorprendentemente basso: il signor Van Gogh farà pagare ai suoi ospiti solamente 10 dollari a notte e offrirà anche i biglietti per la sua esposizione Van Gogh’s Bedroom all’Art Institute. Una trovata molto originale per pubblicizzare la mostra e proporre qualcosa di innovativo e suggestivo. Le date disponibili sul sito Airbnb sono già sold out, ma sembra ne siano previste altre per il mese di marzo. Nel caso non riusciste a prenotare, l’esposizione offre però, oltre alle tre versioni del dipinto, una ricostruzione digitale della stanza con la quale potere interagire.

Reminiscenza archeologica dell'Angelus di Millet, Salvador Dalì
Reminiscenza archeologica dell’Angelus di Millet

Van Gogh non è l’unico artista le cui opere sono state rese fruibili in maniera inaspettata. Il Museo Dalì di St. Petersburg, in Florida, ha infatti sviluppato un’applicazione chiamata Dreams of Dalì, che vi permetterà di viaggiare all’interno di Reminiscenza archeologica dell’Angelus di Millet. Grazie alla realtà virtuale il visitatore potrà essere accompagnato in un viaggio nel quadro, sulle note della voce spagnola del pittore. In questo modo l’arte si arricchisce di una sfumatura intrigante e moderna, affascinando grandi e bambini.

Entrare nell’opera d’arte può farsi arte: è accaduto a Misty Copeland, prima ballerina dell’American Ballet Theatre di New York, fotografata mentre interpretava le ballerine dei quadri di Edgar Degas. La trentatreenne americana ha affermato di essere rimasta sorpresa per l’attenzione riposta nei più piccoli dettagli, attenzione che però non preclude il senso di movimento dell’intera opera.

Edgar Degas e Misty Copeland
Misty Copeland

Le domanda sorge spontanea: questo non significa deturpare, o almeno alterare l’arte? L’arte interattiva è senza dubbio un’interessante innovazione, in alcuni casi frutto del progresso tecnologico, in altri della semplice richiesta di novità da parte dell’osservatore.
Quello di immedesimarsi nel quadro, addentrandosi negli oscuri meandri della mente dell’artista, è sempre stato un desiderio del pubblico. La motivazione è la pura e ingenua curiosità, la voglia di scoprire e di conoscere che caratterizza l’essere umano.
Vogliamo esplorare le vite altrui per scovare emozioni simili alle nostre e sentirci compresi. Quindi perché non sperimentare nuove possibilità artistiche?

Alice Di Bella per MIfacciodiCultura

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