7 cose che non sai sull’Iperrealismo

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John de Andrea
John De Andrea

Vi è mai successo di entrare in un museo ed imbattervi in un grasso turista americano con tanto di camicia hawaiana e moglie al seguito e poi accorgervi che in realtà era una statua? Duane Hanson, scultore iperrealista, si sarà fatto un sacco di risate pensando alle reazioni della gente nel momento in cui scoprono di aver urtato della resina di poliestere con scarpe e maglietta.

Un poco di inquietudine invece vi avrà sorpresi guardando le sculture di nudi femminili di John De Andrea. Figure sensuali e bellissime nel loro immutevole e sconvolgente realismo che nascondono però una freddezza contrastante e che non si riesce bene a capire da dove provenga. La tecnica di De Andrea è sopraffina e riesce a rendere il colore e le sfumature della pelle umana talmente bene da renderle quasi una caricatura del vero, allo stesso tempo caratterizza emotivamente le proprie opere. Pose, volti e sguardi fanno pensare a donne deluse, tristi e sole ben lontane dalla sensualità che i loro corpi nudi si penserebbe potrebbero comunicare.

Ron Mueck
Ron Mueck

Continuando sul filone dell’iperrealismo Ron Mueck ha intrapreso una strada un po’ diversa, si tratta di un artista che ha voluto ricreare attraverso la scultura uomini e donne o troppo piccoli o troppo grandi. Se non fosse per il gigantismo o per la scala ridotta non ci accorgeremmo nemmeno di essere davanti a una scultura e penseremmo a un essere umano in carne e ossa. La cura dei particolari e lo studio delle anatomie è impressionante e guardando le opere di Mueck viene spontaneo chiedersi quale sia la storia alle spalle di queste figure che inconsapevolmente incarnano i grandi temi della storia dell’arte dalla maternità, alla nascita e alla morte, all’amore il tutto però all’interno di una dimensione quotidiana vicina all’uomo del XXI secolo che non ha bisogno di interpretazioni, ma semplicemente di essere osservata.

George Segal arrivò oltre e allo stesso tempo si fermò un passo prima dell’iperrealismo. L’artista faceva posare per sé persone reali che poi avvolgeva in bende e gesso creandone dei calchi perfetti che poi però non colorava né impreziosiva di dettagli per creare l’illusione del vero. Questa infatti veniva data dall’ambientazione comune e quotidiana, da una panchina al parco a un incrocio con semaforo.

Domenico Gnoli
Domenico Gnoli

Non mancano certo esempi di iperrealismo in ambito pittorico, Chuck Close ha infatti ottenuto una grande fama attraverso ritratti di enormi dimensioni dalla precisione fotografica. In molti casi Close ha però scelto una tecnica inedita, enormi tele con enormi volti che avvicinandosi si frammentano in migliaia di macchie di colori che però viste da lontane danno una perfetta riproduzione del reale: una sorta di puntinismo 2.0. L’artista ha poi esasperato il metodo arrivando a creare ritratti che paiono visti attraverso una superficie bagnata o comunque che in parte distorce la percezione del reale, il risultato però diventa ancora più sorprendente perchè rende palese la tecnica e la sua innegabile razionalità.

L’italiano Domenico Gnoli ha invece la capacità di dipingere i tessuti con tale realismo da renderne la grana e la consistenza materica, sembra di poterli toccare e per ottenere questo specifico risultato ed evitare un generale appiattimento l’artista ha iniziato a mischiare il colore con sabbia e polvere di marmo e conferendo ai suoi dipinti una reale terza dimensione.

Mariusz Konrad Kędzierski
Mariusz Konrad Kędzierski

Vorrei infine concludere con un artista iperrealista apprezzabile certamente per le sue opere, ma soprattutto per il messaggio che attraverso esse comunica a tutti i suoi spettatori. Si tratta di un giovane polacco nato con una malformazione alle braccia e che nonostante questo innegabile ostacolo ha dimostrato sin da subito le sue doti artistiche e con il tempo ha imparato a disegnare con realismo fotografico senza precedenti. Mariusz Konrad Kędzierski è ora apprezzato a livello internazionale e ha potuto dimostrare prima a se stesso e poi al resto del mondo che non esistono sfide impossibili e che è la forza di volontà a dare i veri risultati.

Elisa Pizzamiglio per MIfacciodiCultura

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