“In His Own Words (1925-1934)”: Giacometti conquista Londra

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giacomettialbertoAveva già affascinato i londinesi con i suoi ritratti esposti alla National Portrait Gallery fino al 10 gennaio scorso, adesso torna alla conquista della capitale britannica con la mostra Alberto Giacometti: In His Own Words (1925-1934), che dal 2 febbraio al 9 aprile, sarà ospitata presso la galleria Luxembourg & Dayan.
Diciotto opere, molte delle quali mai esposte prima in Inghilterra, testimonieranno la svolta stilistica intrapresa da Alberto Giacometti quando scelse di abbandonare la tradizione e di sperimentare i dettami primitivisti e surrealisti.

L’esposizione permetterà di raccontare e spiegare alcune opere del celebre scultore attraverso le sue stesse parole e capirne meglio un periodo particolare e artisticamente molto produttivo.
Giacometti_composizione19271928Il nome della mostra trae ispirazione da una lettera di Giacometti inviata al suo amico e agente newyorchese Pierre Matisse nel 1947, per raccontargli in modo molto intimo il percorso personale di crescita artistica che lo aveva portato a produrre le sculture. In quel periodo Matisse stava per esporre a New York le opere di Giacometti e la lettera dello scultore gli fu di grande aiuto per allestire al meglio l’esposizione.

La lettera, la cui gigantografia compare ai muri della galleria, parla di “una successione di fatti” avvenuti nel decennio 1925-1934 che portarono Giacometti a concepire un nuovo modo di scolpire, più distante dalla mera rappresentazione della realtà. Infatti, le opere esposte passano tutte attraverso il filtro dei pensieri dell’artista il quale si affida a ciò che è conservato nella sua memoria per realizzare le sue sculture.

Il frutto di questa fase di crisi porta a sperimentazioni che sfociano nel Primitivismo, nel Cubismo, nel Surrealismo (non a caso Giacometti collaborò con Beckett e venne apprezzato da Sartre) e nell’utilizzo di diversi materiali come gesso, legno e bronzo. Per comprendere la nuova fase creativa di Giacometti, diventa essenziale conoscere anche le contaminazioni provenienti dal contatto dell’artista con le sculture egizie, africane e messicane.

Femme_couche_Alberto_Giacometti-
Femme Couchée

Sans Titre (Tête), del 1926, Femme Couchée, 1929, e Objet Désagréable, 1931, sono solo alcune delle opere esposte a Londra e che fanno parte a pieno titolo di questa fase cruciale dello scultore svizzero, famoso anche per le aste milionarie che hanno interessato alcune delle sue creazioni e per comparire in bella mostra su tutte le banconote da 100 franchi svizzeri.

La mostra è stata creata in collaborazione con la Fondazione Alberto et Annette Giacometti, Alberto Giacometti Stiftung, la Fondazione Pierre e Tana Matisse, The Morgan Library, e altri finanziatori privati. Fino ad oggi questa è la mostra più completa che si concentra esclusivamente su questo periodo dell’opera di Giacometti. La mostra sarà accompagnata da un catalogo con un nuovo saggio di Casimiro di Crescenzo, uno dei massimi esperti dell’artista svizzero.

Erika Castorina per MIfacciodiCultura

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