Alla Saatchi Gallery una mostra al femminile per sostenere l’arte al di là del genere

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Abbiamo sempre sostenuto il lavoro di artiste donne lungo gli anni, molte di loro hanno raggiunto una posizione chiave nel panorama dell’arte contemporanea, ma ritengo sia ancora molto il lavoro da fare.

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Julia Wachtel – Champagne Life

Sostiene Nigel Hurst, chief executive di Saatchi Gallery, galleria di arte moderna londinese.
Ecco perché, in onore del suo trentesimo anno di vita, la famosissima area espositiva nel cuore di Londra ha deciso di dedicare una mostra alle più significative artiste emergenti. L’esposizione, inaugurata lo scorso ggennaio, resterà aperta fino al 9 marzo 2016 a titolo completamente gratuito.

Nonostante le donne artiste siano oggi rappresentate molto meglio nel mondo dell’arte contemporanea, in termini di numero di coloro che riescono a far esibire le proprie opere e a mostrarle ad un ampio pubblico, resta comunque da affrontare un certo grado di discriminazione.

Le stime indicano infatti come, nonostante il numero di artiste di sesso femminile attive, nelle 50 aste di arte contemporanea lanciate da Christie’s e Sotheby’s nel 2015, appena l’8% delle opere in vendita erano firmate da donne.

Bisogna dire che la disparità, tipica dei secoli scorsi, è decisamente scemata, tuttavia le donne risentono ancora della mentalità tipica del mondo del lavoro, secondo cui un’attività saltuaria, meno continuativa, è spesso sinonimo di scarsa dedizione e professionalità.
È proprio in quest’ottica che la famosa galleria, già nota per aver sostenuto e supportato numerose artiste emergenti in passato, ha ideato questa mostra, dal titolo provocatorio Champagne Life, ripreso proprio da una delle opere esposte, ovvero quella dell’artista americana Julia Watchel,

Leggero e ironico, crea un contrasto tra la realtà di quelle intense, solitarie ore di lavoro negli atelier, e la percezione del mondo dell’arte come un ambiente sfarzoso, con interminabili pranzi e party.

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Alice Anderson – Bound / 181 Kilometres

L’autrice si esprime direttamente in merito alla sua visione della rappresentazione femminile nel mondo dell’arte, spesso viste più come oggetti che come soggetti della rappresentazione: «Gli artisti uomini vengono presi più seriamente». Non si tratta di un’esplicita discriminazione, piuttosto di un pregiudizio latente.

Allo stesso modo, la mostra non vuol essere assolutamente un inno femminista. Non ci sono manifesti in merito né opere direttamente legate al tema. Si tratta più che altro di un’occasione per artisti che lavorano sodo e che si mettono alla prova, di mostrare la propria arte e i propri lavori. Non viene cercata uniformità di stile, né di obiettivi. L’esposizione non ha tema specifico e le artiste partecipanti provengono da ogni parte del mondo.

Il proposito, dunque, nonostante la chiara scelta delle artiste, è soprattutto quello di mettere in luce personalità emergenti del panorama contemporaneo e di riaffermare l’arte al di là dei confini di genere o di provenienza.

Giulia Corino per MIfacciodiCultura

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