“Zoolander 2”, il ritorno (inutile?) della coppia Ben Stiller – Owen Wilson

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Zoolander-2-PostersBen Stiller nel 2013 ha diretto una pellicola capace di fare ricredere i critici di mezzo mondo: si tratta del film d’avventura The Secret Life of Walter Mitty, un racconto magico, un’opera che chiudeva delle porte ed apriva dei portoni al regista ed attore comico.
A soli tre anni di distanza, l’attore e regista chiamato Ben Stiller decide di chiudere quei portoni e tornare indietro, riprendendo in mano Zoolander e mettendosi al lavoro per creare il famigerato 2.
Il punto però è che questo sequel sembra aver perso lo spirito fondamentale del film: nel suo essere volutamente esagerato (pensiamo all’espressione Blue Steel di Ben Stiller), l’anima del film era quella di voler parodiare il mondo della moda, sfotterlo, prenderlo in giro.
Cosa è rimasto dello spirito originale? Poco, certo si continua a prendere in giro il fashion system ma l’atteggiamento del film sembra cambiato. Badate, lo sappiamo tutti quanto Ben Stiller sia affezionato al personaggio di Zoolander e quanto Ben Stiller sia presente nel personaggio… ma questo Zoolander altri non è che intrattenimento fine a se stesso.

La trama è semplice e abbastanza diversa dagli sviluppi e dal lieto fine del primo capitolo. Al protagonista viene tolta la custodia del figlio (Derek Zoolander jr.) che preso dallo sconforto decide di ritirarsi dal mondo della moda. Gli anni passano e un’agente dell’Interpol ed ex modella di costumi da bagno, Valentina Valencia, segue il caso di una serie di celebrità misteriosamente assassinate, accomunate tra loro dalla famosa espressione di Zoolander Blue Steel stampata in volto.
Nel mentre, Zoolander viene invitato a Roma per una sfilata e, nonostante non sia più famoso né riesca più a eseguire nessuna delle sue espressioni, accetta l’invito sperando che i servizi sociali gli riconsegnino il figlio dopo aver visto il suo impegno. La sfilata è inoltre l’occasione per rivedere Hansel, che da anni si era ritirato nel deserto dove vive assieme alle sue compagne e compagni di orge.

Avete compreso il livello del film? Ma proseguiamo.

Avendo ingravidato tutto il gruppo ed incapace di prendersi le proprie responsabilità come padre, Hansel raggiunge Derek a Roma.
La svolta nella trama è l’indagine poliziesca: l’espressione utilizzata dalle vittime non era una Blue Steel bensì un’Aqua Vitae, utilizzata nelle pubblicità di prodotti ringiovanenti. Gli investigatori intuiscono quindi che la Atoz, leader nel settore dei prodotti anti-età, potrebbe essere coinvolta negli omicidi per via dei suoi interessi nel cercare la mitica fonte dell’eterna giovinezza. Il tutto mentre il figlio di Derek è in un orfanotrofio… Ma attenzione: non siamo di fronte a un film dove i drammi delle persone hanno il sopravvento sul demenziale, siamo sempre di fronte a Zoolander, una pellicola che del demenziale ha fatto la sua bandiera.

zoolander-2-justin-bieber-usher-2015-billboard-650Girato completamente negli studi di Cinecittà, interamente ambientata a Roma, che fa da sfondo alle vicende fra location storiche e altre più improbabili (l’hotel d’caca), Zoolander 2 è un susseguirsi di gag demenziali che alle lunga annoiano.
Quindi, ricollegandoci alla domanda iniziale, cosa è rimasto dello spirito originale del film? La risposta è: nulla. Anzi, sembra ci sia la voglia di instupidire il pubblico. Prendiamo le scene con Penelope Cruz: sappiamo che l’obiettivo è far ridere, ma lo spirito spicciolo e un po’ volgare (v. mani sul seno) fanno ridere sotto una soglia d’età molto bassa. Perché è questo il problema fondamentale del film, ovvero il trattare il pubblico come se fosse composto solo da bambini di 8 anni.

Zoolander 2 non sembra esser piaciuto molto ai critici e ai siti come Rotten Tomatoes, ed oltretutto si è reso impopolare fra gli attivisti del movimento LGBT visto che un personaggio all’interno del film (Tutto, interpretato da Benedict Cumberbatch), a dire dell’attivista Sarah Rose, è un’esagerata derisione degli individui androgini e dei trans. Sarah Rose ha lanciato una petizione per boicottare la pellicola, ma in fondo non serviva certo il personaggio di Tutto per capire che probabilmente Zoolander 2 non è un film da vedere e questo va al di là della satira pesante verso i transessuali.

Nel cast oltre a Ben Stiller e Owen Wilson, troviamo Will Ferrel nei panni di Mugatu, e la già citata Penelope Cruz nei panni dell’esagerata e poco raffinata Valentina Valencia. Come tradizione vuole, Zoolander è arricchito da svariati camei, sia di personaggi illustru del mondo della moda come Valentino, Tommy Hilfiger, Naomi Campbell, sia dello spettacolo, con grandi nomi come il leggendario John Malkovich (che evidentemente passava di là per caso), Sting, Billy Zane, Katy Perry, Miley Cyrus e Neil deGrasse Tyson.

Massimiliano Romualdi per MIfacciodiCultura

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