“I nostri anni ’70. Libri per ragazzi in Italia”: l’evoluzione dell’editoria per l’infanzia

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20140404_190044La maggior parte delle persone, se non tutte, è venuta per prima a contatto con il mondo della letteratura quand’era ancora all’asilo: fiabe lette dai genitori prima di andare a dormire, libri pop-up o con figurine attacca-stacca, immagini da colorare… Storie che puntavano alla creatività dei bambini. Chiunque abbia mai guardato uno di questi volumi, magari per far addormentare un nipote o un cuginetto, non può non aver notato come siano pensati con grande maestria da veri e propri artisti, che uniscono grandi capacità pittoriche a trame pensate per i più piccoli, ma non per questo banali o stupide. Non è però sempre stato così.
Prima degli anni ’70, in Italia, la letteratura per l’infanzia era molto diversa, con illustrazioni che erano solo contorno del testo, mentre la partecipazione del bambino non era ricercata o voluta. Poi ci fu la rivoluzione. Una rivoluzione che Silvana Sola e Paola Vassalli hanno voluto celebrare con I nostri anni ’70. Libri per ragazzi in Italia, edito da Corraini Edizioni.

A dare il via al cambiamento fu la nascita, nel 1964, della Fiera Internazionale del Libro per l’Infanzia e la Gioventù. Fu in quel periodo che si cominciò a pensare che i libri per bambini dovessero rispecchiarne “intelligenze e personalità”, creando anche una comunità di artisti, bibliotecari, editori, pittori, che avevano un obiettivo comune: creare storie di qualità per i più piccoli, al fine di educarli non solo con il testo ma anche con le illustrazioni. Perché questo interesse per l’immagine? Perché nei primi anni di vita noi ragioniamo e comunichiamo attraverso le immagini, non attraverso la parola scritta. Sono le figure che ci permettono di capire il mondo e di riprodurlo. Non sembrò altro che logica, quindi, l’idea di parlare ai bambini nella loro stessa lingua.
Piccolo blu Piccolo gialloManifesto di questa nuova modalità di pensare i libri per l’infanzia è Piccolo blu e piccolo giallo (uno dei più temili libri gender, tra l’altro), creato dal pittore e illustratore olandese Leo Lionni, che racconta la storia dell’amicizia tra due colori. Una fiaba che ha come tema centrale la ricerca dell’identità, ricorrente in altri lavori di Lonni come Topo dalla coda verde (un topolino “mascherato da sé stesso”), La casa più grande del mondo (una lumaca che decide di costruire la casa più grande del mondo, ma da cui poi finirà schiacciata perché troppo pesante) e soprattutto Guizzino, storia di un pesciolino nero, solo in un gruppo di pesciolini rossi, metafora dell’artista che sa leggere il mondo e guidare la comunità.
Importante anche Nel paese dei mostri selvaggi di Maurice Sendak, insieme ad artisti italiani quali Bruno Munari, Toti Scialoja, Gianni Rodari e Francesco Tullio Altan: una rivoluzione delle immagini e della trama, che ora non mostra più bambini bravi e buoni, irrealistici nella loro obbedienza ai genitori, ma bambini veri, che fanno i capricci, disobbediscono, mantenendo sempre un finale educativo.

I nostri anni ’70. Libri per ragazzi in Italia è il catalogo dell’omonima mostra tenutasi a Roma al Palazzo delle Esposizioni nel 2014, organizzata non per una semplice volontà di rivivere il passato, ma con la consapevolezze di poter imparare molto, per il presente, dagli artisti che per primi hanno dato vita a questa rivoluzione. Afferma infatti Silvana Sola: 

La mostra e il volume non sono uno sterile amarcord, ma diventano un’occasione di scoperta e approfondimento per nuove generazioni di lettori, destinatari e protagonisti di “libri progetto” che rivelano mondi inaspettati, nel segno della qualità senza confini.

Eleonora Rustici per MIfacciodiCultura

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