Back toDay. 18 febbraio

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Due teen-idol dei bei tempi andati invecchiano un altro po’ in questo 18 febbraio: parliamo di John Travolta e di Matt Dillon. Il primo è giunto al suo sessantaduesimo genetliaco, il secondo al cinquantaduesimo. Meglio per loro se non consideriamo gli anni che dovremmo aggiungere se prendessimo come riferimento l’età dei personaggi più memorandi delle loro carriere.

18 febbraio #1Travolta e Dillon sul principiare delle loro carriere erano entrambi immersi nella brillantina. Sappiamo tutti che Travolta ci si tuffò dopo “La febbre del sabato sera” (1977, John Badham): il personaggio che interpreta in “Grease” (1978, Randal Kleiser), Danny Zuko, dovrebbe essere nato attorno al 1940, per poter essere un fustacchione liceale nella seconda metà degli anni ’50. Quindi oggi Zuko compirebbe settantasei anni, l’età che peraltro avrebbe Fabrizio de Andrè, nato proprio il 18 febbraio 1940, se non si fosse “fermato” nel 1999. Comunque, a parte la vicinanza anagrafica, De Andrè non aveva nulla del liceale alla Zuko… e comunque non diamo troppo spazio a un personaggio inventato: siamo seri e atteniamoci al Calendario.

E torniamo a Matt Dillon. Cosa c’entra lui con la brillantina? A diciannove anni, quindi nell’83, interpretò il furfantello Dallas ne “I ragazzi della 56a strada”, diretto da Francis Ford Coppola. E come si chiamava la baby-gang di cui era il frontman, se non “the Greasers”? Il film era ambientato negli anni ’60, sennò i suoi giovani protagonisti sarebbero stati ben poco temibili ad andare in giro cosparsi di brillantina nelle decadi successive.

Sorella maggiore di Danny e di Dallas, se fossero stati italiani, avrebbe potuto essere Anna Maria Ferrero, che oggi compie ottantadue anni: protagonista a vent’anni di “Totò e Carolina”, la Ferrero è sparita dal grande schermo a trent’anni, nell’anno di nascita di Dillon. È così rimasta sempre una ragazzina per il cinema.

Se l’avesse fatto anche Travolta ci saremmo sempre ricordati di un tempo in cui aveva capelli da imbrillantinare.

Si disse che la chioma / avesse assicurato;

ma il premio ha già riscosso / e un bel toupée ha comprato.

Andrea Meroni per MIfacciodiCultura

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