Sappiamo valorizzare il nostro patrimonio? L’esempio del Bagatti Valsecchi

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Si discute molto sulla capacità o incapacità degli italiani di valorizzare il loro immenso se non unico patrimonio artistico, sulla capacità di rimanere al passo con i tempi proponendo al pubblico esperienze accattivanti sia da un punto di vista culturale che ludico. La nostra stessa cultura ci limita e allo stesso tempo protegge da allestimenti, proposte museali ed espositive che denaturalizzerebbero quanto esposto ponendoci quindi la sfida di innovare il settore museale in direzioni diverse da quelle prese ad esempio in America, per anni vista come l’ideale modello di valorizzazione.

vestibolo_soffitto_sbLa casa-museo Bagatti Valsecchi in centro a Milano ha iniziato dal 2014 un progetto di svecchiamento volto a coinvolgere non tanto quanto esposto, ma il modo in cui viene presentato e pubblicizzato attraverso in particolare la fruizione digitale di quanto il museo ha da proporre ai potenziali visitatori. Hanno visto la luce un nuovo sito, il virtual tour in collaborazione con il Google Art Project e dal 27 Gennaio due app gratuite disponibili per iOs ed Android.
La prima applicazione è rivolta al pubblico generico e permette di compiere una visita virtuale tra le stanze del piano nobile attraverso una ricca galleria fotografia corredata da numerosi approfondimenti su quanto si sta ammirando e sulla storia della casa museo.
Più particolare la seconda applicazione, la prima per un museo milanese, contenente una video guida in lingua dei segni italiana e internazionale.

L’Italia si sta infatti lentamente muovendo per adattare i propri standard di fruibilità dei beni culturali ad un ideale modello che vede la possibilità di dare esperienze complete a visitatori sordi, non vedenti e più banalmente stranieri. La tecnologia ci permette sempre più di avvicinarci a questo tipo di fruibilità universale e molti musei e sedi di esposizioni temporanee stanno inserendo nel proprio percorso i QR code in modo da abbattere le barriere della comunicazione e dare la possibilità ad ogni visitatore di avere pannelli, didascalie e approfondimenti nella propria lingua o appunto in lingua dei segni.

Un nuovo modo dunque di vivere il museo in linea con le tendenze internazionali.

saladellearmi_soffitto_sbTra i numerosi progetti portati avanti dal Museo Bagatti Valsecchi vi sono anche quelli volti al pubblico più giovane: un bambino alla sola idea di passare un pomeriggio in una dimora neo-rinascimentale tra poltrone in velluto e arazzi, fingerebbe febbre e mal di pancia, quanto invece sarebbe entusiasta di una caccia al tesoro in una casa che ai suoi occhi diventerebbe magicamente una piccola Hogwarts. La casa-museo ha infatti organizzato per il 28 febbraio questa particolare visita dedicata ai bambini sopra ai 6 anni che inconsapevolmente scopriranno uno ad uno tutti i quadri e gli oggetti esposti, ma in modo giocoso e divertente.

Non mancano infine visite guidate teatralizzate (la prossima sarà domenica 6 marzo) e un nutrito programma di conferenze di argomento artistico-culturale ospitate in orario serale da questa unica dimora.

Si profila quindi un serio progetto di valorizzazione che non mette in secondo piano il ruolo culturale e artistico unico di questa casa museo, ma una serie di iniziative che ne valorizzano i contenuti rendendoli in primis accessibili a tutti.

La visita virtuale è possibile grazie a Google Art Project che permette di visita le sale del Museo tramite lo Street View di Google.

Elisa Pizzamiglio per MIfacciodiCultura

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