Rewind. Stop. Play: il ritorno dell’audiocassetta

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Solo un paio di settimane fa parlavamo del ritorno in grande stile del vinile che già leggiamo di una nuova e grande rentrée: l’audiocassetta.

13_Sony_TPS-L2_WalkmanSembra proprio, infatti, che ritorni in produzione quella piccola scatolina, così amata dai teenager nel ventennio scorso e oltre. Secondo Forbesl’autorevole rivista statunitense di economia e finanza, il mercato dei nastri magnetici ha avuto un incremento del 13% nel 2012 e del 26% nel 2013. In numeri, in Gran Bretagna ne sono state vendute 3.822 e negli Usa addirittura 200.000. Numeri destinati a salire.

Chi ha analizzato il fenomeno è arrivato alla conclusione che negli Stati Uniti, dove si registra il maggior incremento, si vendono più auto “vecchie”. I ragazzi a sedici anni sono già patentati e con pochi soldi a disposizione, perciò si orientano vero l’acquisto di auto datate anni ’80/’90, quelle con autoradio dotato di mangianastri per intenderci. Da qui il conseguente interesse nelle musicassette. Analisi sui grandi numeri…

Dalla seconda metà degli anni ’80, l’audiocassetta aveva soppiantato man mano il vinile e questo perché era sicuramente uno strumento più commerciale ed economico per ascoltare musica. Con l’invenzione poi del walkman da parte della Sony la musica finalmente usciva dalle case e la si portava “addosso”. Fu una vera e propria rivoluzione, il primo grande step nell’evoluzione musicale. Seguiranno poi il Cd, i file mp3, l’ipod, ma di sicuro la registrazione su nastro è stata antesignana nel nuovo modo di ascoltare musica.

7aa80954Oggi abbiamo già il primo caso celebre di ritorno all’incisione su nastro. Nelly Furtado, la famosa cantante canadese, ha registrato pochi mesi fa il singolo Hadron Collider con il cantante inglese Dev Hynes e in occasione del live all’arena Apollo Theater di New York è stato messo in vendita proprio in formato musicassetta. E non è tutto: la Sony ha annunciato nel 2014, durante l’International Magnetics Conference a Dresda, che sta studiando un nuovo supporto di trasporto dati basato su un quello magnetico, capace di memorizzare dati per centinaia di gigabyte.

Questo inatteso ritorno, quindi, non è legato a questioni di praticità, essendo oggi la musica ascoltata direttamente da smartphone, tablet, o in streaming, e nemmeno di qualità, le registrazioni su nastro infatti non avevano certo un suono puro, lontano anni e anni luce dal “perfetto” suono digitale.
Credo sia soprattutto una questione di moda, del ciclo infinito della moda. Alla stregua del ritorno dei pantaloni a zampa d’elefante o del tacco a spillo, così ritorna anche la musicassetta. Solo che forse da prodotto di massa, ora diventa prodotto decisamente di nicchia.
In Italia siamo lontani dai numeri delle vendite americane e questo, a maggior ragione, può far percepire come il fenomeno riguardi i nostalgici, gli amatori e soprattutto i trendsetter (forse anche gli hispter, che però secondo alcune fonti sarebbero in via d’estinzione).

Che dire, aspettiamo allora nuove audiocassette e forse nuovi prototipi di walkman e, bic alla mano, prepariamoci ad avvolgere e riavvolgere metri e metri di nastro!

Fabiana Lisita per MiIfacciodiCultura

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