Art Brut ovvero Outsider Art: il politically INcorrect a Casale Monferrato

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Art Brut 2Si potrebbe pensare che un’opera, per essere definita “artistica”, debba rispettare canoni precisi, debba osservare regole prestabilite. Non è affatto di quest’idea Giorgio Bedoni, psichiatra docente all’Accademia di Belle Arti di Brera, ma anche curatore della mostra Outsider Art, Contemporaneo Presente al Castello del Monferrato, offerta gratuitamente al pubblico dal 28 novembre 2015 al 4 aprile 2016. L’esposizione raccoglie più di 130 sculture e quadri creati da artisti italiani, tedeschi, austriaci, francesi, serbi e montenegrini dagli anni Settanta a oggi. Appartengono tutti alla Collezione Fabio e Leo Cei, che è destinata a trovare la sua collocazione finale presso le carceri di Casale, dismesse e ora nuovamente acquistate da Fabio Cei.

I capolavori della mostra sono forme di Art Brut, arte grezza, secondo la definizione del pittore francese Jean Dubuffet, che teorizzò questo concetto.

Sono lavori effettuati da persone indenni di cultura artistica, nelle quali il mimetismo, contrariamente a ciò che avviene negli intellettuali, ha poca o niente parte, in modo che i loro autori traggano tutto dal loro profondo e non da stereotipi dell’arte classica o dell’arte di moda.

Il termine Art brut venne tradotto in inglese da Roger Cardinal come Outsider Art, arte fuori dagli schemi, palpitante di simboli, forme e colori. Ed è effettivamente fuori da ogni schema prestabilito che nascono questi quadri, concepiti come puro moto di uno spirito artistico autentico, semplice, primitivo.

Anche questa è arte. D’altra parte arte è emozionarsi, è esternare la propria soggettività, è realizzazione di se stessi. Queste opere grezze, genuine, veraci liberano sentimenti, pensieri, senza alcun tipo di filtro. L’artista si rivela, si spoglia, si sfoga, allontanandosi dal porto sicuro del conformismo e dell’indifferenza. E in questo caso i pittori sono autistici, diversamente abili, sociopatici, bambini, vittime di traumi, ex tossicodipendenti, ma anche persone comuni: coloro che non sono capaci o non vogliono esprimersi attraverso le convenzionali modalità di comunicazione possono farlo attraverso l’arte.

Art Brut 1Per questo, l’Art Brut va messa sullo stesso piano di qualsiasi altra espressione artistica, dalle sculture di Canova a Fontana, da Picasso a Piero Manzoni. Fa solo più paura, perché è naturale, selvaggia, politically INcorrect.

Bisogna dare la giusta importanza a questa forma d’espressione, nata da impulsi puri, avulsi dalla competizione, dal desiderio di riconoscimento sociale ed economico, affrancata dalla asphyxiante culture. Questi quadri ci permettono di indagare il rapporto tra sofferenza psichica e ispirazione artistica senza filtri convenzionali, storici e religiosi.

La Bellezza di queste opere consiste nella loro autenticità, nella loro purezza. Occorre riflettere sulla propria concezione di Bellezza: giudico “bello” qualcosa perché mi piace sinceramente o perché comunemente apprezzato, perché piace a tutti?

Alice Di Bella per MIfacciodiCultura

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