San Valentino e le canzoni d’amore: il meglio e il peggio della musica italiana

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È arrivata la festa più trash dell’anno: sì, stiamo parlando proprio di San Valentino, con tutti i suoi orrendi peluche a forma di cuore e le sue pubblicità di gioielli patacconi di dubbio gusto. Una data per festeggiare “l’amore” e rimpinguare tutti i Willie Wonka del mondo. Ma mentre vi scapicollate da un posto all’altro per cercare un supermercato aperto in cui comprare un’originalissima scatola di Baci Perugina con i bigliettini scritti da quel premio Nobel di Fedez (che poi: seriamente, Fedez?!), alla musica ci pensiamo noi di Artspecialday, con questa classifica delle cinque canzoni d’amore più belle di sempre e le cinque più brutte mai sentite.

Ecco le più belle:

5) Vorrei incontrarti fra cent’anni – Ron e Tosca

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Ron e Tosca

Chi non conosce questo classicone della musica italiana? Ormai viene cantato solo ai karaoke e ai falò poiché sembra che il mondo si sia dimenticato della bellezza di questa canzone. Il testo è  originale rispetto agli altri dei comuni brani dedicati all’amore sia per impostazione che per le modalità con cui viene trattato il tema. Vorrei incontrarti fra cent’anni parla di un amore che va oltre le avversità, sempre capace di riprendersi e rinnovarsi, uguale a sé stesso ma ogni volta diverso. Avere sempre la voglia di ritrovarsi insieme nonostante tutto. Non è roba da poco.

Vorrei incontrarti fra cent’anni
Tu pensa al mondo fra cent’anni
Ritroverò i tuoi occhi neri
Tra milioni di occhi neri
Saran belli più di ieri

4)A te – Jovanotti

Una canzone stupenda, un testo splendido e la musica ci si sposa bene creando l’atmosfera giusta. Il Jova la scrisse per sua moglie Francesca Valiani, ed uscì nel 2008. Una canzone d’amore così bella in tempi come questi è difficile trovarla, infatti è stata per tutti una favolosa sorpresa. Unico piccolo problema di questo gioiellino è stato l’abuso: la trasversalità dell’artista Jovanotti ha fatto sì che ogni coppietta che stesse insieme da almeno 5 minuti se la dedicasse, non badando alla grandissima importanza e profondità del sentimento descritto nel testo. Questo ha contribuito a un’operazione di banalizzazione e proprio per questo la inserisco in classifica: non dimentichiamoci della sua straordinaria bellezza.

A te che non ti piaci mai 
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano

3) La cura – Franco Battiato

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Manlio Sgalambro e Franco Battiato

Ok, qui si entra nell’iperuranio della canzone d’amore. Il testo di questa meraviglia è stato scritto dallo stesso Battiato insieme al filosofo Manlio Sgalambro. Il tocco elevato si percepisce immediatamente: le parole di questa canzone parlano di un amore puro, che guarisce, che salva. La bellezza di prendersi cura dell’altro, come a volerlo mettere sotto una campana di vetro per proteggerlo anche dai mali più comuni e naturali come la vecchiaia. Un’opera d’arte di tutto rispetto, quella di Battiato.

Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te

2) Vorrei – Francesco Guccini

Sorpresa sorpresa, Guccini occupa le prime posizioni per una canzone d’amore! Sicuramente è un brano non molto conosciuto ai più ma è dotato di una profondità fuori dal comune. La canzone inizia comunicando il desiderio di conoscere tutto di chi amiamo: le sue origini, i luoghi che ha vissuto, ogni piccolo particolare di un passato che si trova compiuto davanti ai nostri occhi nella persona di cui siamo innamorati. Più avanti Guccini parla del desiderio di viaggiare, scoprire e riscoprire i luoghi in cui si è già stati per poi trovare una gioia nuova nel condividerli con la persona giusta al nostro fianco. Perfino i silenzi e le parole non sono mai un peso, la contemplazione dell’oggetto d’amore lascia fuori tutto il resto dando un nuovo significato anche al vivere quotidiano. Infine il coinvolgimento totalizzante del vivere d’amore per l’altro si attua anche nell’assenza con un senso di incompiutezza quando la dolce metà non può condividere con noi una qualsiasi esperienza di vita.

Vorrei restare per sempre in un posto solo 
per ascoltare il suono del tuo parlare
e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo
impliciti dentro al semplice tuo camminare

1 ) Tu non mi basti mai –  Lucio Dalla

5pb2Mi sono trovata particolarmente in difficoltà per la canzone numero 1 da inserire in questa classifica. Ma non avevo dubbi che sarebbe stata di Lucio Dalla. Questo brano esprime il desiderio di entrare in una comunione totale con la persona amata. Un amore così grande da non bastare a sé stesso, da non bastare vissuto e diviso in due.  Un sentimento talmente forte che ci fa desiderare di essere una sola cosa con chi amiamo, di essere tutto per lei: nutrimento, protezione, compagnia per tutta la vita, fino anche alla morte.
Non per niente è anche la canzone dei miei genitori.

Vorrei esser la tomba quando morirai 
e dove abiterai
il cielo sotto il quale dormirai
così non ci lasceremo mai
neanche se muoio e lo sai.

Dopo questo momento di puro idillio, è ora di farsi due risate (o di piangere, a seconda di come la intendete). Ecco a voi il museo degli orrori della musica italiana d’amore:

5) Guerriero – Marco Mengoni

COVER-singolo-Guerriero-low-1000x600So che è una canzone che nonostante tutto è molto amata da molti, ma cavolo no. La prima volta che mi è capitato di sentirla in macchina ho pensato «Ok, Marco Mengoni si è sparato tutte le stagioni di Trono di Spade in una settimana e ora ha un’overdose da serie televisiva che non sa più dove sfogare». Il significato primo di questa canzone dovrebbe essere un discorso di incoraggiamento per sé stessi, ma si presta anche come dedica all’amata. Peccato che in fin dei conti quello che risulta in realtà è la cugina uscita male de La cura di Battiato. Apprezzabile il tentativo, ma no grazie.

E amore mio grande amore che MI credi,
vinceremo contro tutti e resteremo in piedi

4) Miele – Gigi D’Alessio

Come poteva non rientrare in questa top five il grande “Giggi”? Il fatto che si trovi in una posizione bassa vi farà capire che, nonostante tutto, di mostruosità peggiori di questa ne esistono eccome.  Motivetto allegro, da spot delle patatine, ma ragazzi, che testo. Degno di una pubblicità progresso contro l’uso delle droghe pesanti.

Miele che si attacca al cuore
ma si scioglie al sole
quando vuoi di più.

Miele che poi diventa sale
se siamo in riva al mare
e un’onda ci accarezzerà.

(ora capite anche voi cosa intendo dire)

3) Per tutte le volte che – Valerio Scanu

valerio-scanu-premioTutti noi sappiamo di cosa si sta parlando. Correva l’anno 2010 e a Sanremo venne presentata una canzone che  spiazzò tutti per il suo testo. Perché era sovversivo? No. Perché era particolarmente ermetico e profondo? Ma assolutamente no. Le facce da “qualcuno mi spieghi cosa ho appena sentito” arrivarono con il ritornello:

Come se un giorno freddo in pieno inverno
nudi non avessimo poi tanto freddo perchè
noi coperti sotto il mare a far l’amore in tutti i modi, in tutti i luoghi
IN TUTTI I LAGHI in tutto il mondo 
l’universo che ci si insegue ma
ormai siamo irraggiungibili

Ribadisco, nel caso la sottolineatura non fosse abbastanza: IN TUTTI I LAGHI? Seriamente Scanu? Davvero?
Inspiegabilmente, vinse. Mi fermo qui.

2) Tu vivi nell’aria – Gigi D’Agostino

Quanti ricordi di tamarra gioventù sovverranno a molti di voi al solo nominare questo titolo. Qualcuno sarà anche affezionato a questa canzone che ha fatto parte dell’adolescenza di tanti, ma a un certo punto bisogna accettare la realtà: siamo cresciutelli, e i libri di Moccia li abbiamo regalati ai mercatini di beneficenza della parrocchia ormai da tempo. Accettatelo, è difficile fare una canzone così tanto brutta, con un testo poi che raggiunge l’apoteosi del kitsch.

Tu.. Vivi nell’aria.. Tu.. Vivi dentro al mio cuore.. 
Tu
… Sei più importante.. Di quella ragazza amore.. 
Tu.. Vivi nell’aria.. Tu.. Vivi dentro al mio cuore..
Tu….. SEI Il MIO AMORE !!

Puoi ripeterla anche 200 volte Gigi, ma questa frase non acquisterà mai un senso degno di questo nome

1) Favola – Modà

Foto Fabio Ferrari/LaPresse13-02-2013 Sanremo IM - ItaliaspettacoloTeatro Ariston63esimo Festival della canzone italiana - Seconda seratanella foto: i ModàPhoto Fabio Ferrari/LaPresse13-02-2013 Sanremo IM - ItalyentertainmentAriston Theatre63th Festival of italian song - Second eveningIn the photo: Modà

Chi potevano essere i re della festa trash per eccellenza se non loro?  Con un cantante che si chiama “Kekko” e con quelle grandi perle di maestria musicale che si sentono orgogliosi di cantare, non si può non metterli al primo posto. La canzone “narra” la storia di questo principe azzurro che in sella al suo cavallo bianco va alla ricerca di «un sentimento che tutti chiamavano amore». Aspettate ad andare dal dentista a farvi riparare le carie per eccesso di zucchero, c’è di peggio. Il principe incontra la principessa circondata da graziosi animali, la guarda, le dice delle parole smielate fino alla nausea, lei si fa caricare sul suo cavallo bianco e se ne va. Boh, il non-sense regna sovrano. MA VI PREGO CHE STORIA È? MA DOV’È IL SENSO? DOV’È LA BELLEZZA IN TUTTO CIÒ? Se un uomo vi dedicasse una cosa del genere avreste il dovere civile e morale di darvela a gambe. E magari trovare una farmacia aperta che vi possa dare dell’insulina.

Vorrei essere il raggio di sole che
Ogni giorno ti viene a svegliare
Per farti respirare e vivere di me

 

Isabella Poretti per MIfacciodiCultura

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