Piero della Francesca: novità d’indagine e di confronti in mostra a Forlì

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imagesA Forlì è stata inaugurata la mostra Piero della Francesca. Indagine di un mito, presso i Musei di San Domenico.
Un’esposizione tanto attesa, incentrata sulla vita e le opere di Piero della Francesca, in cui per la prima volta verranno proposti e mostrati dei confronti che fin’ora si erano soltanto teorizzati. In primo piano c’è la riflessione sul suo mito, ossia la volontà di ripercorrere la fortuna dell’artista, che ha toccato momenti di grande fama e di totale oblio.

Più di 200 opere, non soltanto del grande artista ma di tanti suoi celebri contemporanei e di artisti della generazione successiva che si ispirarono enormemente al pittore aretino. Il comitato scientifico costituito per l’esposizione vanta i più rinomati nomi del mondo museale italiano ed europeo: dal presidente, Antonio Paolucci, a Fernando Mazzocca, Maria Cristina Bandera e Giovanni Villa, fino a Frank Dabell, Guy Cogeval e Neville Rowley; la direzione generale è stata affidata a Gianfranco Brunelli.

Alla presentazione della mostra, le parole utilizzate per inquadrare l’importanza dell’evento sono state le seguenti:

Piero della Francesca al San Domenico: sarà una mostra di capolavori. L’affascinante rispecchiamento tra critica e arte, tra ricerca storiografica e produzione artistica nell’arco di più di cinque secoli è il tema della mostra Piero della Francesca. Indagine su un mito. Dalla fortuna in vita – Luca Pacioli lo aveva definito “il monarca della pittura” – all’oblio, alla riscoperta.

Perché una sfida? Perché scomodarsi tanto per un artista che tutto sommato è già riconosciuto dalla storia e dalla critica come uno dei grandi maestri del Rinascimento italiano? In effetti ci sono da fare alcune considerazioni che lo rendono un soggetto tutt’altro che scontato da studiare e da esporre.

piero.In primis abbiamo il fatto che non è semplice riunire le sue opere maggiori in un corpus completo. Molti sono beni inamovibili o talmente preziosi e delicati che in una mostra non hanno proprio possibilità di arrivare. Si è aggiunto a questo anche il desiderio di fare confronti con artisti contemporanei e successivi (non precedenti, come poteva essere plausibile per una ricerca storiografica), considerando anche quei movimenti otto e novecenteschi che davvero lo riscoprirono.

Come in tutte le mostre che puntano ad un grande successo di pubblico – già si preannuncia come l’esposizione del 2016 – non manca il lato di seduzione, di fascino e di curiosità che si è costruito in maniera magistrale attorno al protagonista, Piero della Francesca, lato sviluppatosi già in corso di divulgazione.

Una nota in particolare va fatta sul pregio promozionale di suggerire degli itinerari successivi alla visione della mostra, le bellezze storiche di Forlì e dintorni. È questo che davvero dovrebbe saltare all’occhio: non solo l’attenzione e lo studio dietro un evento ma anche la cura e la valorizzazione di beni architettonici e culturali che rischiano di passare più in sordina e che invece possono essere riscoperti grazie ad una buona azione mediatica. Un artista grande che ancora attira folle di curiosi e appassionati ma che spinge l’efficacia di questo richiamo verso l’esterno e verso altre ricchezze storico-artistiche.

Gaia Boldorini per MIfacciodiCultura

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