A.I. Artisanal Intelligence: il corpo veste l’abito

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Nel corso degli anni ho imparato che ciò che è importante in un abito è la donna che lo indossa.

Yves Saint Laurent

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A.I. Artisanal Intelligence è una piattaforma nata per unire Arte, Artigianato e Moda, e nella sezione Altaroma Atelier presenta Body for the Dress, esposizione che indaga il rapporto fra il corpo e l’abito, definendo un punto di unione tra quello che è il corpo umano nella sua personalità e l’abito nel suo carattere.

Curato da Clara Tosi Pamphili e Alessio de’ Navasques, nello un spazio postindustriale della Dogana di Roma, Body for the Dress porta in scena un concetto nel progetto tecnico, un’idea tesa a comunicare il valore del corpo  che attraverso le sue forme, le sue energie, il personale carattere, modifica le linee dell’abito, la sua valenza di prodotto, per renderlo involucro di un mondo, custode di una personalità.

Aiutano a rendere il messaggio comunicativo l’atmosfera del luogo realizzato nel 1925 da Angiolo Mazzoni, e l’allestimento che mantiene l’impronta dello spazio deputato al controllo delle merci e degli oggetti in transito.

640_17511Ha spiegato Clara Tosi Pamphili:

È l’edizione di A.I. di cui sono più soddisfatta per il livello di completezza di contenuti, di unione fra l’arte contemporanea e giovani designer, ma soprattutto per il discorso di relazione con il luogo. Il luogo si presta a fare una sperimentazione e questo è il risultato più importante. Gli artisti presenti sono giovani ma di livello altissimo, il loro manufatto è simile, per assurdo, a quello realizzato per la moda. Il tema sul corpo che si adatta all’abito è fare luce su qualcosa che sta avvenendo. Si parla di transgender ma, invece, la situazione è molto più profonda ancestrale, colta, seria. C’è una trasformazione che è in atto in noi. E credo sia solo un miglioramento, una sorta di evoluzione della specie.

In un’area quasi asettica, dialogano, per concedere allo spazio una luce di nuova vita, i manichini anno 1941 dell’Istituto Luce, le guêpière e i bustier del celebre marchio romano di lingerie Brighenti e le foto d’archivio che ritraggono icone del cinema italiano, da Silvana Pampanini a Sophia Loren. Tre giovani artisti interpretano queste corrispondenze tra corpo e abito: Thomas De Falco lavora sull’idea archetipica di vestito, Sacha Turchi sulla struttura e Paolo Roberto D’Alia sul significato stesso che la Moda ha nel sistema industriale, ma anche nel nostro quotidiano.

640_17490Continua è la presenza delle scuole IUAV di Venezia e Accademia Costume & Moda come primo elemento che in ogni occasione determina nuove linee guida per la resa del rapporto fra arte, moda e artigianato. In un clima di collaborazione internazionale oramai consolidato, quest’anno A.I. ospita quattro designer stranieri tra cui l’inglese Úna Burke, che ha già collaborato con Lady Gaga e Madonna e per i costumi di Hunger Games.

Artisanal Intelligence è creatività a 360 gradi, in particolare grazie al contributo delle giovani promesse del design e dell’arte, dove dall’idea alla sua messa in opera vi è tutto un percorso creativo atto a definire le linee del costume relazionate al corpo, dove le regole del “come indossare un capo” non sono dettami interni all’abito stesso ma esterni ad esso, sono modalità di scelta, stile di portamento del corpo chiamato a dargli vita.

Grazia Nuzzi per MIfacciodiCultura

Foto di Andrea Buccella

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