L’avete veramente fatta grossa: Verdone e Albanese, la vecchia guardia che non molla

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locandinaDavanti all’avanzata dei giovani cosa può fare la vecchia guardia? Unire le forze per proporre un prodotto più tradizionale e di qualità. Con L’abbiamo fatta grossa Carlo Verdone e Antonio Albanese presentano un sodalizio comico che sembra voler fronteggiare l’avanzata del mondo della web-comedy. I giovani e popolarissimi youtuber, d’altronde, oggigiorno sono stati investiti della gigantesca responsabilità della realizzazione di lungometraggi, per dimensioni e struttura anni luce lontano dal formato gag da web, e tener loro testa è dura.

Anche se sulla carta si sarebbe potuto temere il confronto, il botteghino dice il  contrario: lo scorso week-end la coppia Verdone-Albanese è stata ben attaccata al deretano di Tarantino, primo in classifica in occasione dell’uscita italiana del suo ottavo film. Una vittoria commerciale ma non morale, dato che l’accoglienza critica al film è stata piuttosto fredda (d’altro canto, ci si può aspettare calore quando si scongelano cadaveri?).
Perché, se da una parte gli aspiranti nullafacenti degli youtuber The Pills si rivelano troppo acerbi o svogliati per affrontare una macchina complessa come quella cinematografica, dall’altra parte la proposta della vecchia guardia è una nostalgica prova autoriale stantia, un tentativo di ricordare al pubblico di oggi come si faceva comicità una volta, come si faceva comicità con Verdone. Di Albanese non se ne parla perché è pressoché invisibile in un film in cui la sua recitazione sopra le righe è piegata alla regia di stampo più realista e “soft” di Verdone. Il risultato è quello di una grande eclissi che il buon Carlo proietta (probabilmente inconsapevolmente) sui personaggi che lo circondano, per favorire le sue scialbe gag e una trama priva di interesse alcuno. Nonostante ciò la battaglia contro la gioventù del web che avanza è vinta, ma non la guerra.
Come possono i “vecchi” armarsi contro “i giovani”? Come si può reagire all’armata dei “giovani”?

Ho stabilito che l’eroe del libro deve essere in grado di portare a sintesi la superiore lungimiranza dei Vecchi – ovvero dell’autore stesso – e le ragioni di quella confusa ma in fondo lecita prospettiva che chiamiamo “futuro dell’umanità”.

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The Pills

Questa la conclusione della surreale battaglia raccontata da Michele Serra nel suo romanzo Gli sdraiati. In questo libro lo scrittore e giornalista vuole raccontare l’incontro-scontro generazionale tra giovani e vecchi, padri e figli. Una frase che mi è affiorata alla mente pensando agli sforzi di questi maestri della comicità di stabilire il proprio primato, quasi a voler tramandare il sapere umoristico anche quando non si hanno più idee o energie per farlo. Ma alla fine l’unica logica che funziona è quella del consumo e, eccezion fatta per questo caso, sarà la nuova generazione ad imporsi. Sempre da Gli sdraiati:

Tu sei il consumista perfetto. Il sogno di ogni gerarca o funzionario della presente dittatura, che per tenere in piedi le sue mura deliranti ha bisogno che ognuno bruci più di quanto lo scalda, mangi più di quanto lo nutre, illumini più di quanto può vedere, fumi più di quanto può fumare, compri più di quanto lo soddisfa.

Federica Cunego per MIfacciodiCultura

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