“MetaMateria”: l’arte racconta l’Italia dell’epoca industriale

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All’Auditorium di via Veneto sono esposti, fino al 30 aprile, materiali di recupero industriale plasmati in composizioni astratte, provenienti da luoghi di sudore e di fatica come le fabbriche, balzati al centro della sperimentazione artistica dando vita alla mostra MetaMateria.

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Lynn Chadwick e alcuni operai al lavoro nella fabbrica siderurgica di Cornigliano sull’opera “Two winged figures”

Eugenio Carmi, Luigi Gheno, Beverly Pepper, Arnaldo Pomodoro e Sinisca sono i protagonisti di questa avventura che li ha visti forgiare materiali industriali. Ognuno di loro in modo diverso ha colto le trasformazioni sociali e ambientali di un Paese mosso da una voglia inarrestabile di rigenerazione e progresso, dove l’operaio è assurto a simbolo delle trasformazioni sociali e ambientali in un’Italia che negli anni del boom economico stava cambiando radicalmente il suo volto.

Buffo che una mostra del genere sia organizzata in un periodo come quello che stiamo vivendo: la sola voglia di progresso oggi pare quella di cambiare smartphone per uno di ultima generazione. Sembra che la nostra società non tenga il passo con questa continua innovazione, che proprio da quel boom economico-industriale postbellico ha cominciato a muovere i suoi primi passi.

Oggi viviamo tecnologicamente all’avanguardia, è vero, ma abbiamo perso il contatto con l’umanità, basta guardarsi intorno, per le strade, nelle metro o nei ristoranti, per rendersi conto che la vita che conta è quella dei social a scapito di quella SOCIALE.

MetaMateria è una mostra ma anche un’occasione per riportare alla luce quell’Italia degli anni Cinquanta cercando di raccontare attraverso le fabbriche quel mondo che non sembra esistere più.
Lo scopo è quello di rappresentarla attraverso gli strumenti di lavoro della civiltà industriale.

Se siete amanti di questo genere, che possiamo definire con un termine di comodo archeologia industriale, vi  consiglio di proseguire il tour Romano alla Centrale Montemartini.

centrale montemartiniLa Centrale Montemartini è stata il primo impianto pubblico di produzione di elettricità a Roma, sorto agli inizi del 1900 sulla Via Ostiense tra i Mercati Generali e la sponda sinistra del Tevere. Qui avrete la possibilità di vedere un suggestivo gioco di contrasti: accanto ai vecchi macchinari produttivi della centrale sono stati esposti capolavori della scultura antica e preziosi manufatti rinvenuti negli scavi della fine dell’Ottocento e degli anni Trenta del 1900, con la ricostruzione di grandi complessi monumentali e l’illustrazione dello sviluppo della città antica dall’età repubblicana fino alla tarda età imperiale. Fantastico esempio di come, anche un intero spazio posse essere recuperato, nel caso specifico ospitando statue antiche che ben si sposano in un vortice di contrasti tra classico e industriale.

Valentina Virgili  per MIfacciodiCultura

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