Edizioni Henry Beyle, l’haute couture dell’editoria

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logo HB 2A Milano, zona Bovisa, vi è una piccolissima quanto interessante azienda, fondata dal siciliano Vincenzo Campo: la casa editrice Edizioni Henry Beyle, che con il suo nome omaggia il grande amante del nostro Bel Paese, Stendhal, nato come Marie-Henri Beyle (quella y di troppo, non è un errore, bensì un gioco raffinato e allusivo all’opera scritta dallo stesso autore francese, Vita di Henry Brulard).

È dal 2009 che Vincenzo Campo ha realizzato il suo sogno, producendo prodotti di rarissima e preziosissima fattura. Il primo particolare che balza all’occhio è la carta, di cotone Zerkall-Bütten, proveniente dalla Germania, ma altri dettagli sono degni di nota come la stampa, a piombo e caratteri Garamond monotype e la rilegatura, rigorosamente a mano.

La casa Editrice Heny Beyle confezione un massimo di 25 titoli e non più di 575 copie all’anno. Come lo stesso Campo ha affermato il suo  è un impegno a ridare valore al libro restituendogli quella bellezza perduta che fa dei libri di oggi dei prodotti di scarsissima qualità.

939041290L’idea oltre ad essere molto originale, ha anche molta sostanza: il libro è visto come bene di lusso, tale non solo per la straordinaria lavorazione ma anche per la ricerca delle opere. Infatti fra i volumi dati alle stampe negli ultimi anni, compaiono titoli (tutti novecenteschi) dimenticati o che non hanno mai avuto il giusto merito, come Il mio processo (detto anche Castrensis jurisdictio obtusior) di Piero Calamandrei o Come si mangia a Milano di Dino Buzzati, uscito lo scorso settembre.

L’attenzione al dettaglio e l’impegno intellettuale sono gli elementi fondamentali e costitutivi della linea editoriale di Vincenzo Campo, che in realtà ama autodefinirsi tipografo, sottolineando la minuziosità e preziosità delle sue opere, quanto quella degli amanuensi medievali che rendevano quei volumi dei capolavori ancora oggi apprezzati,

Ma non solo. Il suo progetto ha un qualcosa in più: un grande rilievo culturale, dal momento che le ricerche per le sue pubblicazioni si muovono fra i mercatini dell’usato, le soffitte impolverate e le riviste del secolo scorso e riportano alla luce ciò che era stato sepolto dalla storia.

Sofia Zanotti per MIfacciodiCultura

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