Adami, Del Pezzo, Schifano e Tadini alla Galleria Marconi (50 anni dopo…)

0 1.838

1454143326_12622041_10156390197955304_8224420078450510112_oLa galleria d’arte moderna e contemporanea di Milano Marconi ripropone la storica mostra con cui negli anni ’60 inaugurò lo Studio 65 e la sua gloriosa attività. La mostra, inaugurata ieri, vedrà esposte le opere di Valerio Adami, Lucio Del Pezzo, Mario Schifano ed Emilio Tadini, più di 50 anni dopo quello storico 11 novembre 1965.
I giovani artisti italiani in questione rappresentano una delle avanguardie artistiche più innovative del nostro paese. Attraverso ricerche figurative, iconografie e utilizzo di nuovi media, ognuno di loro ha cercato, a suo modo, di trasmettere una visione artistica sino ad allora mai espressa ma soprattutto in grado si superare i confini della tradizione artistica.

Racconta Giorgio Marconi, fondatore della galleria:

Per la presentazione di questa mostra avevamo realizzato una scatola contenente quattro immagini dei quadri riprodotte su un cartoncino tagliato a puzzle. L’idea era di fare una comunicazione forte, anche provocatoria per attirare l’attenzione, per far venir voglia di ‘vedere’ le opere…

ajaxmail
Valerio Adami – Il Bacio, 2015

L’invito in questione, che allora venne realizzato per la presentazione della mostra, verrà riproposto “fedelmente” in questa occasione. Già all’epoca l’inusuale idea di utilizzare dei cartoncini ritagliati a mo’ di puzzle per presentare agli invitati le opere rappresentative degli artisti da proporre fu accattivante a tal punto da attirare l’attenzione dei prestigiosi musei stranieri, in particolare di quelli americani. Mossi da tale entusiasmo, questi musei furono invogliati a voler conoscere l’originale e dunque a visitare la mostra, suscitando la reazione che Marconi probabilmente si aspettava.

Replicare oggi la stessa tipologia di invito, può essere un modo di stimolare lo stesso interesse, ma soprattutto di far si che questo rimanga vivo nel tempo, soprattutto per i più giovani. L’obiettivo della mostra quindi non è semplicemente replicare ma cercare di far respirare al pubblico di oggi il clima culturale tipico degli anni sessanta.
Presentare le opere di ciascuno degli artisti in questione, allora emergenti, è un modo per celebrare la loro arte e fare in modo che non entrino nel dimenticatoio. Non vi è nulla di nostalgico, anzi: l’entusiasmo della galleria Marconi è ben sottolineato dal fatto che accanto alle opere presentate in quel periodo saranno affiancate delle nuove appartenenti comunque agli stessi anni ma allora non esposte.

ajaxmail (2)
Mario Schifano – Tutta propaganda, 1963

Valerio Adami, artista bolognese attivo soprattutto negli anni ’60, è uno dei più originali protagonisti di quella che può essere definita come “nuova figurazione”: del modulo espressionistico della pop art egli ha recuperato la tecnica figurativa utilizzandola come strumento di protesta sociale e culturale servendosi però della suggestione dei nuovi media. Le sue opere appaiono come una sorta di racconto a fumetti, dove la stesura del colore è piatta e continua.
Lucio Del Pezzo invece prende spunto dal pensiero neo dadaista evolvendosi però verso una geometria razional-metafisica con influenze pop. I suoi cavalli di battaglia sono assemblaggi di vari oggetti dal sapore ludico. Mario Schifano adotta diverse tecniche artistiche, dalla pittura al collage, alla fotografia e al video. È l’artista più rappresentativo della pop art italiana ed europea e le sue opere colorate e con rimandi pubblicitari non lasciano alcun dubbio in merito.
Emilio Tadini si distingue dagli altri compagni soprattutto per il carattere incisive nel dibattito culturale degli anni del dopoguerra. Alla professione di critico ha affiancato ben presto quella di pittore, ideando opere in cui i diversi sentimenti si sovrappongono tra loro, in un continuo rimando di gioiosità e tragicità.

La galleria Marconi rappresenta un’imperdibile occasione per conoscere la genialità di ognuno di questi rappresentativi artisti degli anni ’60 attraverso le opere che meglio hanno espresso e continuano ad esprimere la loro personalità.

Flavia Annechini per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.