Tissot: uno sguardo nell’intimità e nella società dell’800

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Il Chiostro del Bramante ospita a Roma, fino al 21 febbraio, la mostra intitolata James Tissot, la prima in Italia dedicata al pittore. Protagonista della vita artistica e mondana della società parigina e soprattutto londinese, Tissot ad oggi e quasi sconosciuto, ma chi ha la curiosità di voler ammirare i suoi quadri, di sicuro non potrà più dimenticarlo.

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Ritratto della Signorina L.L (Giovane signora con giacca rossa)

Jacques- Joseph Tissot (Nantes, 15 ottobre 1836 – Chenecey-Buillon, 8 agosto 1902) nacque a Nantes da un commerciante di stoffe e da una disegnatrice e creatrice di cappelli. Da questi primi contatti trarrà l’abilità nel riprodurre trame e i tessuti diversi. Tra le prime sale della mostra è possibile ammirare quadri risalenti al 1864-1865 come Ritratto della signorina L.L. o Il confessionale, in cui ci colpisce il realismo con cui sono riprodotti i pesati velluti delle gonne, la lana rossa del bolerino o la calda mantella di lana.

Intorno al 1856 Tissot si trasferisce a Parigi e frequenta l’Accademia des Beaux-Arts (dove tra l’altro stringe amicizia con Degas). Le sue prime opere hanno un’ambientazione medievale e rinascimentale, come dimostra l’opera del 1860 L’incontro tra Faust e Margherita anche se già qui si intravedono quelle che saranno alcune delle sue caratteristiche peculiari, come l’attenzione per i costumi e l’intensa tensione psicologica dei personaggi. Ben presto abbandona la pittura di storia per dedicarsi nella vita e nell’arte alla propria contemporaneità, a quella vita parigina mondana e raffinata di cui egli fu uno dei più attenti e acuti narratori. Proprio grazie a questa sua opera contemporanea Tissot divenne uno dei pittori più affermati nella Parigi degli anni Sessanta dell’Ottocento.

Nel 1859 espone al Salon de Louvre e viene accolto con successo da critica e pubblico. Vi esporrà regolarmente fino al 1870, poi, nel 1871 a seguito della repressione della Comune, si trasferisce a Londra: Tissot era noto al pubblico inglese per una serie di vignette politiche su Vanity Fair. Durante gli 11 anni di permanenza a Londra la sua fama non conoscerà limiti, tanto da spingerlo a cambiare il suo nome in un più inglese James, anche se non farà mai richiesta della cittadinanza.

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Dama con ombrello. Mrs Newton

Tissot inizia così un vero e proprio studio dei costumi della società vittoriana e soprattutto del ruolo ricoperto dalle donne: è incuriosito dai rigidi codici della società inglese e dalle ipocrisie insite in esso. Nella mostra questo sguardo così attento è ben rappresentato dai quadri Portsmouth Dockyard, Il Ponte dell’HMS Calcutta e La figlia del capitano. In queste opere le donne ci vengono mostrate come oggetti dei desideri degli uomini, vittime silenziose della loro voluttà, ma allo stesso tempo ci appaiono distaccate, preda di pensieri sconosciuti che le porta lontane dal contesto in cui si trovano, quasi a volersi isolare e proteggersi in tal modo dalle meschinità del mondo maschile. Inoltre, per il taglio delle scene, a chi guarda il quadro sembra di essere direttamente coinvolto nella scena raffigurata.

La sua pittura subisce un’ulteriore evoluzione a metà degli anni ’70, quando conosce la giovane Kathleen Newton, cattolica irlandese divorziata con due figli. Diverrà la sua musa ispiratrice, nonché l’amore della sua vita. Gli anni con Kathleen e i due figli, trasferitisi a casa del pittore saranno i più felici. Tema centrale dei suoi quadri saranno la vita privata e familiare. Da ammirare Dama con ombrello del 1878, di stampo giapponese, con la tela in verticale e La lettura nel parco del 1881, un quadro intimo, ma anche sofferto. Infatti da lì ad un anno Kathleen, malata di tubercolosi, morirà suicida non tollerando l’aggravarsi della sua malattia. La malattia dell’amata forse contribuì a portare l’artista verso una maggiore introspezione religiosa.
Tra il 1880 e il 1882 dipingerà la serie del Figliol Prodigo nella vita moderna (tema già iniziato nel 1863 con un’ambientazione nella Venezia rinascimentale): il figlio perduto, dopo aver girato il mondo tra lussi e vizi, torna a “casa”, e viene accolto da un padre amorevole, in un abbraccio carnale e struggente. Un desiderio forse, da parte dell’artista, di tornare alla sua patria, ai suoi amici, ai suoi affetti passati. E così farà Tissot, che alla morte dell’amata tornerà a Parigi e alla pittura mondata, iniziando un ciclo di quadri dedicato alla Donna a Parigi: dovevano essere una serie di 15 “tipi” che doveva ritrarre figure stereotipate in base a criteri sociali e mondani (dalle acrobate, alle commesse, alle ambiziose, alla mondana, alla “più bella donna di Parigi”). Ma la fama dell’artista è in discesa e i quadri non hanno il successo sperato, anche se a posteriori sono preziosi documenti per farci conoscere la vita sociale parigina, come dimostra La donna più bella di Parigi del 1885, quadro conclusivo della mostra. Al centro, una giovane e bellissima donna è attorniata da uomini che l’ammirano. Ma la sua bellezza è passeggera e presto i suoi ammiratori si concentreranno su qualcun’altra.

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La donna più bella di Parigi

Tissot con la sua arte ci mostra una grande sensibilità nei confronti delle donne e sembra capire che una donna può essere sia madre di famiglia che amante, che una giovane ragazza, o una cocotte (una donna dai facili costumi), possono comunque provare sentimenti, che la loro mente e la loro anima non sono recluse negli schemi mentali che la società maschilista e vittoriana vuole imporre loro.
Le figure femminili hanno occhi enigmatici. Non sono sottomesse, ma hanno pensieri ed idee, che lo spettatore difficilmente riesce a decifrare. Per questo motive tali donne fanno paura e destabilizzano in una società che ha bisogno di certezze.

Questa mostre è un percorso equilibrato e coerente, dov’è possibile vedere l’evoluzione artistica, concettuale, ma anche umana e sentimentale di un uomo che è stato protagonista e della società europea dell’ottocento e che ha saputo ritrarre l’élite nei momenti d’intimità e di gloria. Un artista che ha combinato l’essenza inglese e quella francese, risultando essere il primo pittore cosmopolita, che rappresenta un’arte senza confini.

Gaia Del Riccio per MIfacciodiCultura

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