“Una casa di Bambola” al Teatro Parenti: Marina Rocco e la sua Nora conquistano il pubblico

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Una casa di Bambola al Teatro Parenti: Marina Rocco e la sua Nora conquistano il pubblico

Casa-di-bambola-foto-di-Tommaso-Le-PeraUna casa di Bambola di Henrik Ibsen è un grande classico del teatro. Scritto nel 1879, questo testo drammatico fu concepito da colui che viene definito il padre della drammaturgia moderna, perciò non può che essere considerato un testo all’avanguardia per l’epoca in cui è stato scritto, nonché estremamente attuale oltre che una grande prova attoriale per qualsiasi commediante.

Il ruolo della donna nella società e in famiglia, considerata come moglie di, figlia di, madre di e mai come individuo a se stante, la critica ai ruoli statici e tradizionali di uomo e donna dettati dalla morale vittoriana e la falsità dei rapporti che ne derivano, sono il fulcro di questo spettacolo

La protagonista è una donna all’apparenza capricciosa e superficiale che tesse le fila del suo matrimonio nascondendo però un segreto, una prova d’amore per suo marito taciuta, ma che ora le fa chiedere se tutto ciò che ha è davvero ciò che vuole: Nora dopo anni di sposalizio con Torvald prende coscienza del loro rapporto e del suo essere semplicemente la dolce allodola del marito, il suo animale domestico, il suo giocattolo, la sua bambola che si muove a piacimento del proprietario.
Tra la sua spada di Damocle, il ricatto logorante di Krogstad, e l’amicizia del dottor Rank, Nora acquista consapevolezza di sé e di ciò che la circonda.

casa-di-bambola-foto-di-tommaso-le-pera-6-mediumNel susseguirsi dei fatti, il ritmo della storia sale vertiginosamente: i tre uomini ruotano intorno alla bella e giovane protagonista per corteggiarla, per ricattarla, per controllarla e lei impavida, cerca di controllarli a sua volta, di tenerli a bada sotto il suo occhio vigile e il suo sorriso, solo mascherato di civetteria, arrivando a un punto di rottura liberatorio col quale è impossibile non ritrovarcisi e constatare che davvero la verità rende liberi. Rende liberi la consapevolezza di sé e delle proprie scelte. Le decisioni prese con lucidità saranno quelle più giuste per noi e forse si potrà trovare una soluzione agli errori passati.

In questa rappresentazione firmata dalla regista Andrée Ruth Shammah, di casa al Parenti, in scena fino al 24 febbraio, il cast è eccezionale: i due mattatori sul palco sono Filippo Timi, nei panni di tutti e tre i ruoli maschili, e una straordinaria Marina Rocco (già vista al cinema e in televisione) nel ruolo di Nora. Inoltre vi è la bravissima Mariella Valentini che mette al servizio del pubblico la sua esperienza e la sua bravura, con una recitazione misurata ma efficace.
L’attrice protagonista è incantevole: tiene perfettamente il palco e il ritmo serratissimo della recitazione, senza mai esitare. Nelle ultime battute si dona completamente al dramma e al personaggio, in una trasformazione fatta semplicemente di sguardi davvero notevole. Al momento degli applausi è visibilmente provata, come conseguenza naturale del teatro vero e viscerale: ti spolpa.
Filippo Timi è stata la probabile causa del teatro pieno di martedì sera ma il suo compito lo svolge egregiamente: i tre personaggi maschili che interpreta si danno il cambia alla perfezione, lasciando spazio a qualche risata ma anche a dei momenti di presa in giro degli stessi personaggi, di sintonia col pubblico che ride con lui dei suoi cambi e della sua molteplice presenza sul palco, a volte un po’ forzati.

Filippo-Timi-Dottor-RankIn una scenografia lineare tutta sui toni del rosa cipria, la storia scivola via lieve ma lasciando un senso di pesantezza come solo un grande dramma può fare. Perché scegliere di lasciare marito e figli per crescere e per capire davvero chi si è, è una scelta estrema ma necessaria per poter essere una buona madre e una buona moglie, ma soprattutto una persona migliore. Sapere chi si è per sapere dove andare, alla ricerca della propria indipendenza ma sopra ogni cosa della propria personalità.

Tutto questo è quello che ci racconta Una casa di Bambola, ma se questa versione voleva essere un’analisi delle fragilità maschili, io ho visto solo lo splendore della forza femminile, interpretata da un’attrice davvero incredibile.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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