Alvar Aalto: un’onda di travolgente modernità

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Alvar-Aalto-600x792Architetto, urbanista, designer, artista e grande teorico, come celebrare al meglio Alvar Aalto (Kuortane, 3 febbraio 1898 – Helsinki, 11 maggio 1976) nella ricorrenza del suo compleanno, se non rendendo onore alla complessità della sua ricerca ed all’integrità della sua produzione?

Laureato in Architettura nel 1921, ad Helsinki, è sempre stato legato emotivamente e professionalmente alla sua patria natale, la Finlandia, che ne ha forgiato ed influenzato fortemente lo spirito e dalla cui cultura ha tratto ispirazione per i suoi studi. Il respiro del suo pensiero e delle sue creazioni, tuttavia, ha una portata decisamente internazionale e, a quarant’anni esatti dalla sua morte, Aalto risulta ancora e forse più che mai contemporaneo negli interrogativi che ha posto al mondo dell’architettura e nelle risposte che ha saputo darne.

Villa Mairea_Alvar Aalto
Villa Mairea – Noormarkku (Finlandia), 1937

Catalogato dalle Enciclopedie come esponente del movimento moderno con Le Corbusier e Wright, questo personaggio si distingue tuttavia da ogni altro luminare del suo tempo per una complessa ricerca del rapporto e dell’interazione con l’umano e con l’ambiente che, chiaramente ereditata dalla cultura del suo Paese di origine, lo accompagnerà in tutta la sua attività. Simbolo della sua produzione e manifesto della sua ricerca di forme aggraziate e calde, confortanti e integrate con l’ambiente, è la tipica “onda”, significato del suo cognome in Finlandese, che caratterizza tutte le sue opere.

Nato ed educato come esponente del funzionalismo, infatti, Aalto sostiene la necessità di un’architettura che innanzitutto sappia interpretare i bisogni dell’utente, che risponda ed interagisca con questi. Per far ciò, l’architetto deve saper affrontare temi psicologici e capire come i materiali, la luce, l’uso degli spazi interagiscono con le persone e con il contesto.
Non per nulla, le opere di questo grande studioso rappresentano proprio la sua attenzione per i materiali naturali come legno, cemento, mattone, metalli, una sovrapposizione armoniosa di interno ed esterno, un uso attento delle luci. Emblema di questa sua missione può essere considerato il Sanatorio di Paimio, una “trappola per il sole” concepita sulla base delle necessità psicofisiche dei pazienti.

Poltrona41 Pamio_Alvar Aalto
Poltrona 41 – Pamio, 1931

In modo complementare alla ricerca della dimensione umana, Aalto si dimostra precocemente sensibile all’integrazione dell’architettura con l’ambiente naturale e urbano. A dimostrazione di questo impegno, la scelta delle forme, l’attenzione ai processi di produzione industriale, un uso attento e molto particolare del legno, ma anche la pianificazione di una serie di quartieri in ottica organica, che lo allontanano e innovano dalla tradizione rigidamente razionalistica.

Parallelamente all’attività architettonica ed urbanistica, il nome di Aalto è legato alla sua progettazione e creazione di arredi e oggetti di design. Questa sua passione nasce prima ancora della completa affermazione architettonica e si sviluppa parallelamente a questa, tanto nell’ideologia, quanto nei temi: l’obiettivo è infatti quello dell’integrazione tra architettura e interno degli edifici, come dimostra, ancora una volta, proprio il Sanatorio di Paimio, prima struttura completamente arredata da manufatti progettati dall’architetto stesso.

Vaso Aalto_Alvar AaltoL’attività nell’ambito del design si dimostra in realtà molto innovativa anche grazie al contributo della prima moglie Aino, che nel 1935 fonda con lui Artek per la produzione di mobili e che lo accompagna in tutti i suoi progetti architettonici e non solo, fino alla prematura scomparsa. Dall’atelier dell’architetto esce la famosa Poltrona 41 e una serie di vasi caratterizzati da una forma ad onde che poteva essere personalizzata fino a renderli, di fatto, una realizzazione partecipata anche dell’utente.

La scelta di ricercare, anche nel design, un’interazione tra uomo e
prodotto, nonché tra creatore e fruitore, risulta perfettamente in sintonia con la tendenza continua a quel rapporto umano e psicologico che è davvero, più dell’onda, la cifra stilistica di Alvar Aalto.

Giulia Corino per MIfacciodiCultura

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