Seurat, Van Gogh, Mondrian: post-impressionisti a Verona

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Pensa ad un pomeriggio qualunque e ravvivalo decidendo di andare a vedere una mostra che ti sorprende. Una mostra che ti fa riscoprire un peridio artistico interessante.

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Paul Signac – Ingresso del porto di Marsiglia (1911)

Sto parlando di Seurat-Van Gogh-Mondrian. Il Post-impressionismo in Europa, allestita presso il palazzo della Gran Guardia a Verona fino al 13 marzo e nella quale sono esposte ottanta opere provenienti dal Museo Kröller-Müller di Otterlo che ci raccontano le espressioni delle correnti del Puntinismo e del Divisionismo. Correnti che vale la pena riscoprire poiché hanno aperto la strada a studi scientifici relativi al rapporto tra la luce e il colore capendo come fosse possibile ottenere la massima luminosità accostando colori puri in piccole quantità, dette appunto, puntini.

Trovo questo aspetto molto innovativo se penso all’epoca in cui si è sviluppato, perché le opere che ne scaturiscono sono un omaggio alla perfezione, alla precisione e al dettaglio.
La realtà quotidiana, che non riesco ad apprezzare molto nelle opere impressioniste, qui si ravviva ed è in grado di attirare la mia attenzione con una nuova consapevolezza. Ho riscoperto con piacere quindi quadri che già conoscevo ma che ho osservato diversamente.

divisionisti_invito_mail_5_6_670La mostra individua un percorso molto chiaro che inizia con la sezione dedicata al puntinismo rappresentato da Georges Seurat e Paul Signac.
La Domenica, Port-en-Bessin di Seurat del 1888 è un’opera-simbolo eseguita senza schizzi preparatori a significare l’abilità dell’artista. Diverso ma altrettanto ricco di fascino è Ingresso del porto di Marsiglia di Signac la cui carriera artistica durò circa cinquant’anni e che della corrente divisionista fu portavoce.

Si prosegue poi con la sezione dedicata al Simbolismo durante il quale si affrontano tematiche più irrazionali e che nel cristianesimo, ad esempio, dimenticato anche dagli impressionisti trova ispirazione e rivalutazione. Le opere di Johan Thorn Prikker sono una rivelazione: La sposa è quella che più mi ha colpita per l’uso dei colori neutri e delle linee che insieme creano un’armonia rara.

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Piet Mondrian – Composizione con rosso giallo e blu (1921)

Poi, finalmente, i quadri di Vincent Van Gogh che nel periodo trascorso a Parigi tra il 1886 e il 1888 ebbe una notevole trasformazione artistica. In mostra il famoso Autoritratto nato come schizzo su un semplice cartone e nel quale vengono seguite le regole dei colori complementari, Il Seminatore considerato dall’artista un insuccesso e Paesaggio con fasci di grano e luna che sorge realizzato durante il ricovero psichiatrico presso l’ospedale di Saint Paul de Mausole.

Infine Piet Mondrian uno dei miei artisti preferiti. Lo ammetto. Questo perché in grado di portare il colore e la forma alla sua essenza ottenendo un risultato armonico. Quindi ancora una volta Composizioni a colori oppure la più famosa Composizione con rosso giallo e blu mi hanno incantata.

Da non perdere, anche, una sezione intermedia dedicata ai disegni divisionisti che completano il percorso offrendo una panoramica totale ed esaustiva. In ogni caso per chi volesse approfondire oppure vedere la mostra rimando al link: www.ilpostimpressionismoineuropa.it

Rossana Cavallari per MIfacciodiCultura

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