Il “ritorno” di Morlotti a Lecco. Una mostra tra i paesaggi italiani

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Lecco Palazzo delle Paure 2006Il Palazzo delle Paure di Lecco, situato al centro storico della città e il cui nome deriva dalla sua funzione originale di sede dell’Intendenza di Finanza, ospita dal 17 gennaio fino al 3 aprile 2016, la mostra Natura e città. Morandi, Morlotti e il paesaggio italiano tra le due guerre. Questa mostra è stata voluta per celebrare il prestito decennale dell’opera capitale dell’artista lucchese più importante del Novecento, Ennio Morlotti (1910-1992), dal titolo L’Adda a Imbersago del 1955, che le Civiche raccolte di Lecco hanno ottenuto dal Museo del Novecento di Milano. Da elogiare la collaborazione tra i due enti, che hanno così, insieme, potuto colmare una lacuna della cultura storica cittadina. Altre opere della mostra sono prestate all’organizzazione da numerosi poli culturali italiani, tra cui il Museo del Novecento, la Fondazione Cariplo di Milano e la Casa Museo Boschi Di Stefano, ma anche da molti soggetti privati.

Fin da subito la mostra ha  esercitato il suo forte impatto sulla comunità artistica. Infatti il giorno dell’inaugurazione, avvenuta sabato 16 gennaio, Romano Trojani, pittore e amico personale di Morlotti che ha aiutato Guzzetti a capire meglio Morlotti stesso, ha espresso la volontà di donare alla città di Lecco, al momento della sua morte, un quadro regalatogli da Morlotti poco prima di morire:

Quel quadro, un pastello a cui Ennio era particolarmente legato, è rimasto appeso sopra il mio letto per tantissimi anni, ma ora è giusto che “cambi chiodo”: intendo donarlo alla città di Lecco.

La mostra, promossa dalla Fondazione della Provincia di Lecco onlus in collaborazione con il Sistema Museale Urbano Lecchese (Si.MUL), l’Associazione ex Alunni del Liceo Ginnasio “A. Manzoni” di Lecco e il Liceo Classico e Linguistico “A. Manzoni” di Lecco, si avvale del patrocinio e del contributo del Comune di Lecco ed è curata da Francesco Guzzetti, ex allievo del Liceo Manzoni e dottorando in storia dell’arte alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Allo stesso Guzzetti tre anni fa fu delegata la scelta del dipinto del Morlotti da portare a Lecco dal Museo del Novecento di Milano. Come ha spiegato Guzzetti in un’intervista ad ArtsLife del 21 gennaio 2016:

Ciò che ho anche voluto fare con questa mostra è stato proprio riportare Morlotti all’interno della storia dell’arte nazionale italiana, di ridare alla sua pittura una dignità troppo spesso dimenticata. E leggendo L’Adda a Imbersago come ritorno a Cézanne attraverso Morandi, Morlotti è riportato sulla scena nazionale e internazionale di quel grande movimento che fu l’Informale, di cui egli rimane indiscutibilmente una delle voci più significative.

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Ennio Morlotti – L’Adda a Imbersago (1955)

La mostra così nata raccoglie una trentina di opere (oli, disegni, incisioni) di celebri artisti italiani, oltre Morlotti, tra i quali Umberto Boccioni, Mario Mafai e Giorgio Morandi, per la prima volta in esposizione a Lecco, e ancora Carlo Carrà, Filippo de Pisis, Ottone Rosai e Mario Sironi.  I quadri realizzati negli anni tra le due guerre e dell’Italia fascista, raffigurano paesaggi, nature morte e scorci cittadini offrendoci un magnifico spunto per comprendere la complessità dell’arte italiana fascista e i differenti punti di vista che era possibile riscontare in quegli anni.

Va sottolineato anche un altro aspetto molto importante di questa mostra, e cioè la collaborazione degli alunni del liceo Classico e Linguistico “A. Manzoni” di Lecco: è una testimonianza davvero incoraggiante di come i giovani siano davvero interessati a tutelare il nostro, il loro patrimonio artistico-culturale. Viene mostrato loro cosa vuol dire impegnarsi in un progetto, portarlo a termine, e sentirsi grati e felici per il lavoro fatto; infatti i ragazzi del liceo si sono occupati della realizzazione del sito, delle schede esplicative dei quadri, inoltre si sono offerti come guide per accompagnare i visitatori alla scoperta delle opere esposte. Il messaggio di questa mostra è ancora più vivo nel mostrarci che l’arte è vita, è forza trainante in un paese così ricco di opere d’arte, che aspettano solo di essere riportate alla luce.

 

Gaia Del Riccio per MIfacciodiCultura

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