Guido Reni e i Carracci in trasferta a Bologna

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San Sebastiano, Guido Reni
Guido Reni, San Sebastiano (1616)

Dal 5 novembre 2015 fino al 13 marzo 2016, presso il Palazzo Fava a Bologna, si presenta un’occasione unica nel suo genere: trenta opere di eminenti pittori emiliani del Seicento vengono esposte in una mostra intitolata Guido Reni e i Carracci. Un atteso ritorno. Capolavori bolognesi dei Musei Capitolini.
La straordinaria circostanza è dovuta, infatti, a un intervento di restauro della sala della Pinacoteca Capitolina che normalmente ospita questi capolavori.

Le opere vanno in trasferta nel luogo d’origine dei loro autori. Si parte con i quadri dei Carracci, due fratelli, Agostino e Annibale, e il loro cugino, Ludovico, artisti che hanno impresso una svolta sostanziale nell’arte italiana ed europea. Combinando gli elementi formali del Classicismo con una raffinata poesia pittorica, furono capaci di muovere gli animi dei loro contemporanei, ma riescono a suscitare emozione ancora oggi. Tra le ragioni del loro grande successo venne individuata anche la capacità di entrare in sintonia con le nuove esigenze artistiche dettate dallo spirito controriformistico della Chiesa Cattolica.

Con i Carracci nacque la grande scuola bolognese, di cui Guido Reni sarà l’assoluto protagonista. Il Malvasia, storico d’arte italiano del Seicento, tramanda un aneddoto secondo il quale Annibale disse a Ludovico Carracci, riferendosi al Reni:

Non gl’insegnar tanto a costui, che un giorno ne saprà più di tutti noi. Non vedi tu come non mai contento, egli cerca cose nuove? Raccordati, Lodovico, che costui un giorno ti vuol far sospirare.

Madonna con bambino e San Francesco, Annibale Carracci
Annibale Carracci, Madonna con bambino e San Francesco

Nelle sue opere possiamo osservare tratti squisitamente raffaelleschi, coniugati con le esigenze naturalistiche inaugurate dal Caravaggio, ma senza eccessi decorativi, alla ricerca della bellezza ideale. Alcuni suoi quadri si trovano già a Bologna, alla Pinacoteca Nazionale, come Sansone vittorioso (1611) e la Strage degli innocenti (1611). I primi studi pittorici di Guido Reni si svolsero nella bottega bolognese del pittore fiammingo Denis Calvaeret, dove ebbe per compagni di apprendistato alcuni degli altri pittori esposti alla mostra, come il Domenichino e Francesco Albani.

Le opere della scuola bolognese vengono riscoperte dalla critica recente, dopo essere passate sotto silenzio, se non persino disprezzate nell’Ottocento, quando i critici soffocavano ogni forma di pittura devozionale. Bisogna dunque approfittare di quest’occasione per poter ammirare questi quadri nel loro luogo di nascita, nella città che diede i natali ai loro pittori. E’ anche l’occasione di scoprire e apprezzare artisti del Seicento che hanno avuto notevole importanza nella storia dell’arte, ma che vengono spesso eclissati dal successo e dall’innegabile abilità tecnica di Caravaggio e i suoi seguaci, i pittori caravaggeschi.

Alice Di Bella per MIfacciodiCultura

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