Goya, visioni di carne e sangue

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Nel 1789 un solo pittore, ostile all’astrazione idealizzante, resta appassionatamente legato al colore e all’ombra, al punto di apparire come l’assoluta antitesi di quanto sognano i neoclassici: Goya.
Jean Starobinski

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La famiglia di Carlo IV (1801)

Nexo Digital presenta, in occasione della mostra della National Gallery di Londra, il film sulla pittura di Francisco José de Goya y Lucientes (1746–1828), meglio conosciuto come Francisco Goya, uno dei più importanti artisti spagnoli di tutti i tempi e uno dei precursori dell’arte moderna.

Il film di David Bickerstaff porta la vita drammatica e l’arte straordinaria di Francisco Goya sul grande schermo, fornendo un accesso esclusivo all’acclamata mostra Goya: The Portraits della National Gallery di Londra, presentando un ritratto accattivante del pittore attraverso opinioni di esperti internazionali, capolavori tratti da collezioni di fama mondiale e visite ai luoghi in cui l’artista spagnolo visse e lavorò.

Goya – Visioni di carne e sangue, arriva nei cinema italiani distribuito da Nexo Digital, il 2 e 3 febbraio nell’ambito della Stagione della Grande Arte al Cinema.
ll film-evento permetterà agli spettatori di esplorare la mostra della National Gallery di Londra, guidati dal curatore dell’esposizione, Xavier Bray.

Le opere in mostra presso il museo londinese sono filmate con immagini in altissima risoluzione, che rivelano le strabilianti capacità del pittore spagnolo come ritrattista e commentatore sociale. Ulteriori filmati dietro le quinte svelano inoltre i processi di conservazione e curatela, fondamentali per la preparazione di questo spettacolo unico.

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Ritratto della duchessa de Alba in nero (1797)

Qui è il Goya ritrattista quello preso in esame. Il pittore spagnolo, ci dicono, pare volesse essere ricordato proprio per i suoi ritratti, che costituiscono circa un terzo della sua intera produzione.
Partendo  dall’adolescenza per finire con la vecchiaia. Un’esistenza ripercorsa attraverso i suoi dipinti, come detto, anzitutto ritratti. Ma anche scritti, perché Goya è stato scrittore prolifico, indisciplinato ma onesto come coi suoi quadri.

Goya è considerato uno dei più grandi pittori a cavallo fra il VIII e il XIX secolo, ma anche il più difficile da classificare a causa della sua originalità: può essere compreso solo se si colloca nell’ambito culturale in cui è vissuto, ovvero una Spagna in decadenza, con forti differenze economiche fra l’aristocrazia e il popolo, fanaticamente religiosa, fra superstizioni medievali e razionalismo illuminista, fra tradizioni arabe e una forte componente di zingari, i gitanos. Si spiegano così i molteplici caratteri e soggetti della pittura di Goya, che si discosta da quella neoclassica: rifiuta il ricorso all’antico e l’uso di toni chiari, preferendo soffermarsi sul presente ed esprimere l’interiorità, l’inconscio, con toni scuri e zone ricche d’ombra.

Goya, ritrae volti o crea semplicemente un’immagine come si crea una poesia? Dopotutto tra una riga scritta ed un tratto di matita la differenza è minima: varia il segno, ma in entrambe i casi si intende raccontare la medesima profondità di pensiero… o visione.

Grazia Nuzzi per MIfacciodiCultura

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