Wolfgang Amadeus Mozart: l’universalità del genio musicale

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Wolfgang Amadeus Mozart: l’universalità del genio musicale

baby+m5 dicembre 1791. Muore a soli 35 anni una delle massime espressioni dell’arte musicale di tutti i tempi: Wolfgang Amadeus Mozart.
Da tutti riconosciuto come il compositore più universale della storia della musica occidentale, il musicista austriaco ci ha lasciato in eredità 626 composizioni di vario genere, molte delle quali veri e propri capolavori, dalla musica vocale, teatrale, a quella sinfonica e da camera. Ma soprattutto rivoluzionò la storia della musica moderna dell’occidente grazie ad un’arte complessa e molteplice, ricca di elementi diversi e influenze da ogni parte d’Europa, in particolare tedesche e italiane.
Protagonista assoluto dei mutamenti culturali del tardo settecento europeo, fu sempre in equilibrio tra il classicismo e la precursione di quel movimento romantico che di lì a poco cambierà modi di pensare e agire nel contesto storico del 1800. Genialità e inventiva rare che lasciano il proprio segno nella musica ancora oggi e che difficilmente faranno dimenticare la sua figura, entrata nella leggenda.

Mozart nasce a Salisburgo il 27 gennaio 1756, figlio del violinista e insegnante di musica Leopold e Anna Maria Pertl. Già a tre anni si avvicina alla musica imparando a suonare il clavicembalo e il violino. Predisposizione precoce questa, che lo porterà a 6 anni a comporre il suo primo minuetto e una sonata. Il padre, visto il talento innato del piccolo Amadeus e di sua sorella Anna, si impegna a tempo pieno agli insegnamenti musicali dei figli. In contemporanea iniziano i primi viaggi in giro per l’Europa insieme alla figura paterna, che danno la possibilità al piccolo prodigio di mettersi in mostra davanti a personaggi influenti e importanti. Durante un viaggio a Londra compone la sua prima sinfonia, ispirandosi a Bach, suo modello iniziale. Esperienze lontano da casa di fondamentale importanza per la formazione artistica di Mozart, ma anche fisicamente faticose, considerata la sua fragile salute, che la accompagnerà per tutto il resto della breve vita.
Tappe di rilievo per la sua crescita musicale sono quelle che avvengono in Italia tra il 1769 e il 1773, e in particolare durante i soggiorni milanesi. Nel 1772, a soli 16 anni, il giovanissimo compositore aveva realizzato più di 135 lavori, a dimostrazione della sua prolifica attività e facilità d’invenzione già in tenera età. Tornato a Salisburgo, lavora senza soddisfazioni alla corte della città sotto le direttive dell’arcivescovo Colloredo poco interessato al talento di Mozart.

Mozart_libretto_figaro_1786Nel 1781 il giovane Wolfgang, stufo di questa collaborazione per nulla stimolante, rompe il rapporto con il suo mecenate, e si trasferisce a Vienna. Qui inizia a lavorare come musicista autonomo, aprendo di fatto la strada ad una nuova era di figure professionali, che si staccano dal servilismo. Compimento totale che avviene successivamente con Beethoven, che si traduce in una nuova dignità e rispetto per la categoria dei musicisti.

Il periodo viennese è di certo il più florido della carriera artistica di Amadeus. Dieci anni di immensi capolavori, passando da un genere all’altro con una straordinaria disinvoltura e innovazione, senza perdere mai l’alta qualità compositiva. Nel 1782 abbiamo il primo esempio di dramma lirico tedesco, nei successivi tre anni si dedica con successo a composizioni di musica strumentale.
Ma è nel 1786 che viene realizzata la prima delle tre grandi opere – capolavori mozartiani: Le Nozze di Figaro, rappresentata lo stesso anno a Vienna e Praga. Trionfo seguito immediatamente dal Don Giovanni, commedia che grazie alla musica vitale e profonda di Mozart, fa da precursore all’imminente periodo romantico dell’Ottocento. Tornato a Vienna dopo i successi di Praga, viene nominato Kammermusikus (compositore di corte) dell’imperatore Giuseppe II, che gli commissiona nel 1790 Così fan tutte, altra opera di successo.

rN_20130925_1380118194_5242eeb2d3ee4Morto l’imperatore, il genio austriaco, che ha bisogno di denaro per via dei suoi problemi finanziari, entra in rapporto con l’impresario del Teather Auf Den Wieder. Proprio in questo contesto nasce la sua terza maggiore opera, Il flauto magico, rappresentata nel 1791 a concludere così una sorta di trittico definito poi Trilogia italiana, grazie alla fortunata collaborazione con il librettista Da Ponte. Immediatamente si mette al lavoro per terminare un’altra sua fatica, il Requiem, senza sapere che rimarrà incompiuta, causa morte avvenuta di li a poco, il 5 dicembre a Vienna.

A soli 35 anni, una delle più brillanti menti artistiche della storia dell’umanità lascia in eredità una quantità di opere straordinarie, di un valore culturale immenso e ineguagliabile, consegnando Wolfgang Amadeus Mozart alla leggenda. Figura emblematica e complessa che anche dopo la sua morte non smette di far parlare di sé, ma anzi la rende ancora più affascinante e misteriosa. I suoi resti infatti, che vengono tumulati in una fossa comune, non sono stati mai più ritrovati.
Negli anni successivi inoltre si sviluppano teorie diverse e contrastanti riguardo la sua malattia e la causa della morte, rimaste a tutt’oggi irrisolte.

Nel 1984, un importante contributo moderno che rende una volta di più mitica la figura di Mozart, è la riuscita trasposizione cinematografica sul genio musicale austriaco, vincitrice di ben 8 Oscar, Amadeus, diretto da Milos Forman, che racconta anche della presunta rivalità con il compositore italiano Antonio Salieri, che dà il via ad una nuova Mozart – mania contemporanea.

Ivano Segheloni per MIfacciodiCultura

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