Back toDay. 27 gennaio

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[Memo obbligatorio prima di cominciare: non dimenticate che è la Giornata della Memoria.]

Non credo di scadere nell’esecrata pratica del “mollichismo” (ovvero l’abitudine giornalistica a usare toni aprioristicamente entusiastici nei confronti dei personaggi trattati o intervistati) se dico che Mozart era un genio. Il salisburghese più influente della storia – che nasceva il 27 gennaio del 1756 – lo era e basta. E comunque non c’è bisogno che lo dica io: Kierkegaard riteneva il “Don Giovanni” una delle più perfette creazioni umane, e Kierkegaard non era certo avvezzo al “mollichismo”.27 gennaio #1

Ma perché continuo a tirar fuori questo fastidioso neologismo coniato da Aldo Grasso? Perché il 27 gennaio (un po’ come l’8 gennaio, compleanno tanto di David Bowie quanto di Manuela Arcuri) ha deciso di compensare il parto di un genio assoluto con la nascita di personaggi di levatura decisamente minore (che non hanno motivo di offendersi, perché il 99,999% degli esseri viventi deve accontentarsi di essere nettamente inferiore a Mozart). Tra costoro c’è appunto il sempre entusiasta Vincenzo Mollica, oggi sessantatréenne.

Ma il 27 gennaio ha fatto cose anche peggiori (diciamolo in tono scherzoso, perché non ha senso maltrattare l’oggetto in questione): ha accolto infatti la nascita di Ciro Ippolito (1947), prima sceneggiatore delle sceneggiate di Mario Merola e poi consegnato alla storia dalla regia di “Arrapaho” e “Uccelli d’Italia”, veicoli filmici degli Squallor, gruppo rock-demenziale che traviò tanti adolescenti degli anni ’80. I titoli delle due pellicole si auto-commentano.

Ma per mollicheggiare / riservo un gran bell’“-issimo”

persino per Ippolito: / “ingiudicabilissimo”.

Andrea Meroni per 9ArtCorsoComo9

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