Sabaudo Progresso: Torino città di Cultura

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Si potrebbe quasi dire, data la città di cui stiamo parlando, “l’arte si fa largo tra la nebbia”: sembra quasi il titolo di un quadro impressionista, e invece è quello che sta succedendo a Torino, dove i musei e gli eventi culturali hanno fatto registrare un incredibile picco di visitatori nell’intero 2015 anno solare.

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A porre la corona intorno al grande successo della città piemontese ci ha pensato nientemeno che il New York Times: il celebre quotidiano newyorchese ha infatti inserito il capoluogo piemontese fra le “52 città da visitare nel 2016”, premiando il grande investimento fatto dalle istituzioni e dagli enti pubblici e privati per sfruttare e valorizzare al meglio un patrimonio artistico e culturale già di alto livello, e che ha permesso alla città di Torino di uscire, almeno in parte, dall’oppressivo giogo che la legava forse troppo alla tradizione industriale e all’ancor più grande tradizione calcistica (come dimenticare il Grande Torino, che fece conoscere la città oltreoceano già negli anni ’40, e la Juventus, Gran Madama del calcio italiano).

Pur essendo città d’origine della monarchia sabauda e anche per alcuni anni capitale del neonato Regno d’Italia, il rapporto fra Torino e il mondo artistico-culturale è sempre stato discontinuo: non partecipò realmente né ai floridi secoli della poesia siculo-toscana né allo straordinario impulso rinascimentale, e i Savoia, preoccupati a mantenere l’indipendenza dalle grandi potenze europee piuttosto che all’amore per l’arte, mantennero sempre nel Ducato un certo conservatorismo culturale (come, ad esempio, denunciò l’Alfieri nella sua autobiografia). Ma dopo secoli passati a rincorrere, Torino può finalmente alzare la voce, in particolare grazie al sempre maggiore successo del Museo Egizio, che, grazie anche al programma del noto divulgatore scientifico e studioso Alberto Angela Una notte al museo Egizio, ha toccato le 800.000 visite, forte anche di un totale restyling delle sale e di nuovi spazi che innalzano ancor di più questo museo a essere secondo solo all’esposizione de Il Cairo, in Egitto. Non meno apprezzata però è stata la splendida Reggia di Venaria (perché in fondo anche a Casa Savoia il gusto per la bellezza non era proprio assente in toto), che ha registrato ben 650.000 ingressi, pochi in più del Museo del Cinema (630.000), vera e propria istituzione torinese. Tuttavia, la cosa che più ha sbalordito gli addetti ai lavori è il notevole incremento di turisti stranieri (oltre il 20%) in una città che ha sempre puntato al turismo nazionale più che all’esportazione del proprio nome.

attentato-mole-antonellianaDati, questi, che fanno ben sperare per il futuro soprattutto quelli che, come il sottoscritto, pensano che il nostro meraviglioso paese abbia davvero il suo petrolio, e questo petrolio ha due nomi: arte e cultura. Da secoli ormai l’Italia concorre col celebre Bertoldo per chi ne ha viste e passate di più, ma un paese con la stessa concentrazione di culture e di fascino a questo mondo non esiste, e se un giorno l’Italia saprà investire davvero su questa inestimabile e inarrivabile ricchezza, allora sì che sarà l’invidia e il desiderio di tutti gli abitanti della terra. Torino, nel suo, ci sta provando e riuscendo. Altro che triangolo economico!

Luca Mombellardo per MIfacciodiCultura

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