Walter Helmut Maurer trasforma una “semplice” moto in arte

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Possono le moto diventare, per tutti e non solo per gli appassionati, opere d’arte?

Walter Helmut Maurer ci ha pensato.

Walter Helmut Maurer, ex pilota automobilistico tedesco, ora 74enne non smette di vivere la propria vita a tutto gas. Oggi docente universitario e designer è anche considerato uno fra gli esponenti più importanti del cubismo ed espressionismo moderno. Si annoverano opere in partnership di altissimo livello: Andy Warhol e Roy Linchtenstein, giusto per citarne due. Le sue ultime gesta però si allontanano dal mondo dell’arte e migrano nuovamente al mondo di partenza, quello dei motori. O forse no. Decisamente no, verrebbe da dire. Quello che l’artista ha creato è infatti un ibrido degno di nota. Stiamo parlando infatti della trasformazione di una moto in un’opera d’arte. Ok, forse dovrebbe spiegare bene che la “moto” non è una semplice moto. Nello specifico è la monocilindrica targata Kymco Oral Racing Team e corre nella terza categoria più importante dei circuiti internazionali: la Moto3.

L’estro creativo ha ovviamente interessato la parte esteriore della due ruote, interessando però musei di ogni nazione. Un missile con le ruote, capace quindi di vincere nei circuiti e di lasciare a bocca aperta anche da ferma. Maurer non è nuovo però a questo tipo di iniziative artistiche. Un’altra sua collaborazione wlatedi tutto rispetto fu con l’ART CAR BMW, in seguito le opere da lui create (sempre a sfondo motoristico) sono innumerevoli. Si passa dagli aerei fino agli elicotteri, ma non disgustando mai la classica quanto sensazionale tela. Neanche la moto, ultima peripezia, è scelta a caso. Infatti è quello che si può definire il binomio vincente del capitalismo, e del mondo globalizzato in genere. Abbiamo da una parte infatti l’asiatica Kymco e dall’altra la modenese Oral Engineering, inutile dire che il made in Italy sorpassa ogni inglesismo possibile.

Quanto è piacevole vedere due mondi così distanti venire in contatto e fondersi così armoniosamente? Difficile da misurarlo ma sicuramente un’iniziativa del genere non può che far bene ad entrambe le parti. Da sempre gli appassionati di moto definiscono quei bolidi che sfrecciano a oltre 300 km/h come delle opere d’arte, capaci di rapire catturando milioni di occhi e rendendoli schiavi di uno schermo. Dall’altra il mondo dell’arte che è sempre eclettico quanto suscettibile ad ogni novità, che però rimane il trampolino numero uno per legittimare ogni colpo d’estro di questo o quell’artista. Adrenalina e verità quindi. Un abbraccio tra due realtà che lascia poco spazio ai commenti e che ricorda come una tela in fondo, non è dove che l’artista ha da porre la propria invettiva. La Moto artistica intanto sarà esposta questo fine settimana allo stand Kymco, al Moto Show di Verona. L’invito è a chiunque si trovi in giro dalle parte della pianura padana, un appuntamento singolare che ovviamente non dovrebbe essere perso. Chissà se in questa maniera anche giovani inneggianti Valentino, ad oggi si accorgeranno di quanto bellezza ci sia anche nell’accostare genio e colori. Certamente, il fatto che la tela sia una livrea da Moto 3 è una musa affascinante e completa, ma si sa: da cosa nasce cosa e la curiosità è giovane.

Sergio Zuppiroli per MIfacciodiCultura

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