La Brand New Gallery di Milano presenta Alain Biltereyst

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Non ne avevo mai sentito parlare. Non avevo mai avuto occasione di visitare questa piccola galleria d’arte sita in via Farini a Milano, eppure, una volta arrivata a destinazione mi sono subito resa conto di essermi addentrata in uno spazio decisamente coinvolgente. Bianco, minimale, intimo. Pochissime persone all’ingresso. A dire il vero ero la sola, ma in fondo era una sera di un mercoledì gelido di gennaio.

img_resizeA pensarci bene però non è la prima volta che, visitando una galleria d’arte qui in Italia, mi ritrovi sola. Le mostre di arte contemporanea, soprattutto se dedicate ad artisti emergenti, fanno fatica a trovare un riscontro presso il pubblico: non sono in molti a cercare di oltrepassare il limite dell’artista conosciuto, visto e rivisto, per scoprire nuovi e giovani talenti ed ampliare i propri orizzonti artistici.
Per fortuna io non la penso così, ma ancor più per fortuna ci sono persone che sono esattamente della mia stessa opinione e infatti ecco esposto in galleria, e precisamente per la prima volta in Italia, un giovane artista belga, Alain Biltereyst.


Biltereyst
attraverso i suoi dipinti su compensato sembra voler esplorare forme e colori in modo inusuale. I lavori esposti nello spazio della Brand New Gallery sono una serie di dipinti che tendono all’astrazione, non esistono rappresentazioni figurative.
I sentimenti e le sensazioni sembrano esser stati tradotti in rettangoli colorati: le figure geometriche e le griglie colorate sostituiscono la realtà, eppure in Biltereyst il richiamo nei confronti della realtà che ci circonda è costante.
L’artista parte sempre da una visione oggettiva di ciò che ci circonda e la sua attenzione al presente è ciò che lo differenzia dagli artisti astratti dei primi anni del ‘900 che, attraverso le loro opere, evocavano un mondo a se stante ben lontano dalla realtà, in lui troviamo invece il continuo richiamo alla quotidianità contemporanea.

red-blue03Il legno grezzo su cui lavora, presenta volutamente degli errori e delle imperfezioni nella geometria delle forme e nel colore, sempre steso in campiture imperfette. L’artista stesso afferma che le sue ispirazioni derivano dalla vita di tutti i giorni, dall’osservazione del design automobilistico cittadino per esempio, o dall’affascinante vivacità dei loghi commerciali e dei prodotti di massa. Un po’ come Andy Warhol cerca di trasferire il quotidiano nell’arte, ma mentre l’artista americano “decontestualizzava” gli oggetti d’uso quotidiano attraverso la riproduzione ad opere d’arte, Biltereyst li esprime attraverso una visione astratta e intimistica, quasi enigmatica.

Il titolo della mostra Slow, Simple, Sweet, afferma l’artista, vuole sottolineare la semplicità che ci si sforza di raggiungere per ricercare la semplice e dolce bellezza del quotidiano. L’arte di Biltereyst non si esprime attraverso il riscontro figurativo della realtà ma attraverso il concetto. Visitandola, al primo impatto, si può percepire l’influenza di Piet Mondrian sulle opere dell’artista belga poiché entrambi partono dal presupposto che i sentimenti possano essere espressi in arte attraverso giochi di linee e colori, ma i rimandi e le suggestioni sono molteplici.

Alain Biltereyst merita decisamente di essere visitato e conosciuto dal pubblico italiano e sarà possibile visitare Slow, Simple, Sweet sino al 20 febbraio. Assieme a Biltereyst, in galleria sarà possibile visionare anche Grey, altra interessantissima esposizione d’arte contemporanea dedicata a più artisti emergenti a cura di Domenico De Chirico.

Flavia Annechini per MIfaccioDiCultura

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