Mostre ed eventi per i 500 anni del Ghetto ebraico di Venezia

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Il 29 marzo 1516 nasce, per volere del Doge, un’area recintata e sorvegliata dove “li giudei debbano abitar unidi”: si tratta del primo ghetto della storia.
Il termine ghetto venne coniato proprio a Venezia nel XIV secolo quando fu chiamata così la zona adiacente alle fonderie pubbliche dove avveniva il ghéto, cioè il metallo veniva affinato con la ghetta, il diossido di piombo.

Atto creazione GhettoNel corso della sua vita questa area urbana, facilmente individuabile ancora oggi, è stata teatro di discriminazioni e ingiustizie ma anche della nascita di un fermento artistico e culturale in grado di influenzare lo sviluppo dell’arte veneziana e dei suoi caratteri identificativi.
Tra gli eventi connessi a questo anniversario spicca la mostra Venezia, gli Ebrei e l’Europa. 1516-2016 che si terrà negli Appartamenti del Doge a Palazzo Ducale da giugno a novembre 2016.

La valenza culturale e simbolica del Ghetto non va infatti sminuita in rapporto agli eventi storici di segregazione più recenti, ma anzi questa può essere un’occasione per mostrare come nonostante le restrizioni si sia instaurato un rapporto collaborativo e culturalmente attivo tra la comunità del Ghetto e quella del resto di Venezia.

downloadL’area del Ghetto, anche se non più recintata, è ancora facilmente individuabile siccome si distingue dal resto della città per l’elevata altezza dei palazzi dovuta all’ampliamento continuo della comunità che, non potendo espandersi orizzontalmente sul territorio, cresceva verticalmente aggiungendo sempre più piani per ricavarne alloggi.
Inizialmente erano presenti cinque sinagoghe, due delle quali ancora aperte. L’area forma un complesso architettonico di grande interesse in cui è stato ricavato nel 1954 un museo con lo scopo di esporre al pubblico opere di manifattura orafa e tessile, testimonianza della tradizione ebraica, e manoscritti usati nella liturgia e volti a ricostruire la storia degli ebrei del Ghetto. La storia di questo gruppo di persone, prima che intellegibile nell’esposizione museale, è evidente in tutta l’area che forma un vero e proprio museo diffuso a cielo aperto in cui contemporaneità e antiche tradizioni si fondono.

La mostra a Palazzo Ducale vorrà quindi in primo luogo ripercorrere la lunga e senz’altro unica storia del Ghetto, non mancheranno avanzati mezzi multimediali per rendere l’esperienza di alto livello e piacevole al visitatore. In particolari ricostruzioni virtuali dell’area nei vari momenti storici permetteranno allo spettatore di immedesimarsi e cogliere in pieno il mutare di usi e costumi di una tradizione profondamente intessuta con la nostra storia sia laica che cristiana, ma allo stesso tempo estranea a noi.
Ghetto (1)Una serie di capolavori veneti completerà l’esposizione a dimostrazione dell’innegabile influenza tra ebrei e comunità circostante in particolare per i soggetti biblici. Non mancheranno testimonianze della nota sensibilità veneta nei confronti del paesaggio e per la luce dorata caratterizzante tanto scene laiche quanto religiose.
Un momento di riflessione per noi spettatori e di degno coronamento di un intenso progetto di studio che il ricco comitato scientifico impegnato negli eventi del cinquecentenario ha portato avanti in previsione di questo 2016.

Infine un’occasione unica nel suo genere per scoprire una Venezia diversa da quella che il mondo ha apprezzato con il Grand Tour e che il turismo di massa ancora oggi ammira.

Elisa Pizzamiglio per MIfacciodiCultura

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