Spleen Date. Le donne che conoscevi tu

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– Siamo nella situazione Baccini – Dolcenera?

Lo dicesti così, come dicevi tutto. Tirando fuori le lettere a scatti, tra i tuoi denti bianchi e le labbra di carne viva, strette in un sorriso nervoso e forzato. Gli occhi provocatori e la pelle scura. Il tuo odore di alcol e sigarette, il tuo profumo vivo ed esteso in ogni pezzo di te.

Non capii questa frase. Riguardava un programma televisivo, scoprii più tardi. I due cantanti avevano avuto un sentimento che però non volli mai capire cosa fosse davvero.

Mi bastava quello che non mi davi, o mi davi troppo, tu.

Eri lungo lungo, i polsi stretti terminavano in mani grandi e tese. I movimenti veloci di quasi due metri d’altezza. L’atteggiamento di uno che le donne le conosceva.

Cavolo, se le conosceva.

Di ogni età e provenienza, di ogni dove. Di ogni città e esperienza. Chissà poi, se quelle donne le avevi realmente conosciute, o erano solo una tua illusione.

Eppure con me rimanevi lì.  Fisso e inerme. Spogliato di ogni forza e difesa. Vero e concreto.

Sei ubriaco. Riprenditi.

Riprendimi.

Ho letto in un libro, ultimamente.

Baccini e Dolcenera non saprò mai cosa furono.

Mi basta quello che non mi davi, o mi davi troppo, tu.

 

Dagli occhi delle donne derivo la mia dottrina:

essi brillano ancora del vero fuoco di Prometeo,

sono i libri, le arti, le accademie, che mostrano, contengono e nutrono il mondo.

Le donne di Modena hanno le ossa grandi
le donne di Modena hanno larghi i fianchi
le donne di Modena accettano un invito
e non è il caso di essere il marito
Le donne di Genova portano gonne strette
le donne di Genova non ridono per niente
le donne di Genova pensano sia normale
mettersi a letto e leggere il giornale

Ma tutte fanno da mangiare, sanno cucinare odiano stirare e san far l’amore
Fanno da mangiare, sanno cucinare odiano stirare e san far l’amore
Ed io che sono uno spirito maligno, mi muovo di notte con l’istinto di un bagnino
Hey, fammi capire un po’ se ci stai oppure no

Le donne di Padova guardano dietro ai vetri
le donne di Padova non hanno mai segreti
le donne di Padova non è un luogo comune
che sotto il vestito nascondono le piume
Le donne di Napoli sono tutte delle mamme
le donne di Napoli si gettano tra le fiamme
le donne di Napoli, Dio, ma che bella invenzione
riescono a ridere anche sotto l’alluvione

E anch’esse fanno da mangiare, sanno cucinare odiano stirare e san far l’amore
Fanno da mangiare, sanno cucinare odiano stirare e san far l’amore
Ed io che sono uno spirito maligno mi muovo di notte con l’istinto di un vampiro
Hey, fammi capire un po’ se ci stai oppure no

Le donne di Modena hanno le ossa grandi
le donne di Genova ridono fra i denti
le donne di Napoli, Dio, ma che bella invenzione
le donne che ho avuto sono un’illusione. Infatti
…

Faccio da mangiare, non so cucinare odio ricamare ma so far l’amore
Faccio da mangiare, odio ricamare
faccio anche l’amore ma, ormai, è un particolare.

Ispirato a un dialogo immaginario tra William Shakespeare (1564 – 1616) e Francesco Baccini (Le donne di Modena, 1990).

Federica Maria Marrella per MifacciodiCultura

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